Sabato, 19 Giugno 2021
Attualità Ospedale - Parco San Felice / Via Nedo Nadi

Arriva a Foggia Postgol: all'Oratorio Spirito Santo le partite amatoriali si registrano. Così il calcetto diventa social

Il campetto di via Nedo Nadi è il primo nella provincia di Foggia a utilizzare l’innovativo software nato nel 2013 dall’idea dei fratelli Romain e Fosca Sanviti. Ma è solo la prima di una serie di iniziative per favorire l'aggregazione dei giovani del quartiere

Un nemico invisibile, ma dagli effetti devastanti: il Covid ci ha letteralmente cambiato l’esistenza da 15 mesi a questa parte, rivoluzionando le abitudini, rendendo censurabili gesti che un tempo ci sembravano naturali (come un abbraccio o una stretta di mano), circoscrivendo gli spazi e, soprattutto, allargando le distanze fisiche e umane.

Una autentica rivoluzione delle vite che ha comportato e comporterà effetti più o meno considerevoli. La riduzione ai minimi termini della socialità ha avuto un peso per tutti, dai bambini agli anziani. Con il progressivo ritorno alla normalità che, si spera, la campagna vaccinale garantirà, sarà proprio la ritrovata socialità uno degli obiettivi da perseguire. Un desiderio-obiettivo che è la pietra angolare del nuovo progetto lanciato dall’Oratorio Spirito Santo di Foggia, che da due giorni ha aperto al pubblico il suo campo di calcetto rimesso a nuovo. Ma la novità principale non sta nel sintetico di ultima generazione o nel restyling degli spogliatoi, bensì nella possibilità di registrare le partitelle amatoriali. Sì, avete capito bene.

Il campetto di via Nedo Nadi è il primo nella provincia di Foggia (nonché il primo in Puglia a usare la versione più aggiornata) a utilizzare Postgol, l’innovativo software nato nel 2013 dall’idea di due fratelli Romain e Fosca Sanviti: due telecamere poste accanto alle due porte che registrano la partita, i calciatori amatoriali, attraverso un braccialetto, possono riammirare, scaricare e condividere sui social i momenti più importanti della partita. Un modo simpatico per sentirsi a guisa dei più affermati campioni della serie A, rivedendo una giocata riuscita, e, perché no, anche per farsi due risate su un tiro sghimbescio, un goffo liscio o una papera del portiere.

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“Si tratta di una innovazione che cementa l’aggregazione e il desiderio di socialità. Rivedendo le immagini, è come se la partita proseguisse anche dopo lo scadere dei canonici 60’”, spiega Alessio Russo, promotore con il parroco Don Giuseppe Nardella, del progetto. Inoltre, attraverso il braccialetto, il singolo giocatore può anche analizzare la propria performance in termini statistici (dalle calorie consumate ai chilometri percorsi) e, dopo la seconda partita, già effettuare delle comparazioni tra le singole prestazioni.

Ma il progetto cela qualcosa di più profondo: riscoprire il desiderio di aggregazione e di condivisione, da sempre valori legati alle attività oratoriali: “Puntiamo a ricreare nuovi spazi nei quali stare insieme, passare il tempo libero praticando lo sport, attività laboratoriali in aggiunta a quelle spirituali. È giunto il momento di tornare ad abitare insieme questi spazi e di ritrovare certi legami che coinvolgano i ragazzi e le famiglie”, spiega Don Giuseppe Nardella, parroco della Parrocchia Spirito Santo.

Insomma, il campo di calcetto è il punto di partenza per il ritorno alla normalità e la riscoperta di valori un tempo acquisiti quasi di default, ma che la pandemia ha quasi del tutto cancellato. Il calcetto e le collaterali attività oratoriali possono consentire, inoltre, di ritrovare la predisposizione al divertimento all’aperto che l’uso smodato di console, pc e smartphone aveva in parte già ridimensionato prima ancora dell’emergenza pandemica.

E se la prospettiva di rivedere una giocata stimola particolarmente adolescenti e ultratrentenni, per il futuro il nuovo campo di calcetto punterà soprattutto ai più piccoli: “Ci piacerebbe istituire dei corsi di calcio indirizzati ai bambini. Con PostGol saranno coinvolti maggiormente anche gli stessi genitori che magari non possono seguire i propri figli durante gli allenamenti, ma possono apprezzarli osservandone le registrazioni. Il che renderebbe l’attività ancora più trasparente”, continua Russo che aggiunge: “Ci sono già delle realtà, come l’Avis, che hanno offerto la propria disponibilità a collaborare”.

Ma lo sport è solo uno dei tanti step da conseguire: “Dopo il Covid le relazioni si sono azzerate, anche tra le stesse famiglie. E noi vogliamo che si recuperino quei legami, quella voglia di stare insieme”. E a proposito di famiglie, è stata imbastita anche una collaborazione con la psicologa Ines Panessa: “Sarà un supporto fondamentale proprio nel ritrovare il senso della famiglia e la voglia di relazionarsi. Una figura professionale importante con la quale programmeremo degli incontri”.

Intanto, parallelamente alle attività sportive, l’Oratorio è ripartito anche con i laboratori per i più piccoli. Dopo quello di lettura, organizzato in collaborazione con la libreria Rio Bo, è in programma lunedì 14 uno show di magia con Marco Ludovico. Un nuovo momento di spettacolo e divertimento “a misura di famiglia”. Altri piccoli, ma significativi, segnali di chi vuole ricostruire la normalità perduta.

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