Venerdì, 17 Settembre 2021
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"Liberiamo la città". Il vento del dissenso rinforza: centinaia di firme per le dimissioni di Landella e il "rinascimento dauno"

Dopo il sit-in del 27 agosto scorso, il gruppo Foggia non si Lega ha lanciato una petizione online, in attesa di tornare in piazza. Oggi i membri più attivi si sono incontrati per organizzare anche un banchetto

La manifestazione Sleghiamo Foggia del 27

Serpeggia sui social il malcontento che agita il popolo anti-Landella ma è pronto a riesplodere fuori dalla piazza virtuale, in carne e ossa. Non sono solo strascichi della manifestazione Sleghiamo Foggia. Il gruppo Foggia non si Lega, creato nel giorno della conferenza stampa della discordia con Matteo Salvini a Palazzo di Città da una pagina anonima su Facebook (anche l'amministratore vuole rimanere nell'anonimato e si sa solo che non è una persona con incarichi o ruoli in forze politiche), dopo il sit-in del 27 agosto non ha abbandonato la sua crociata.

Non sono le Sardine e non sono affiliati ad alcun partito o movimento politico, l’hanno precisato - e ci tengono particolarmente - già all’indomani della costituzione, giorni prima della mobilitazione. Sono quasi 4mila. Hanno lanciato una petizione su Change.org diretta al Comune di Foggia, al sindaco e al Consiglio comunale. L’oggetto non poteva essere più chiaro di così: “Richiesta di dimissioni del sindaco di Foggia Franco Landella”. È partita due giorni fa con l’obiettivo di raggiungere quota mille firme. Quando scriviamo le sottoscrizioni sono 673. Sono piuttosto duri nella presentazione della campagna per “il rinascimento dauno” e “la primavera foggiana”. Dal testo si evince che, diversamente dalla politica all'opposizione che non è entrata nel merito della scelta di passare alla Lega, i promotori contestano anche il cambio di casacca proprio con quei colori ("È un oltraggio alla dignità di tutti noi"), perché "non è un partito come un altro per noi gente del Meridione".

Sono riportate le parole - bollate come "terribili e scandalose" - che hanno suscitato lo sdegno e "scatenato un putiferio" ("come tutti ormai sappiamo la città è stata a detta dello stesso Sindaco 'consegnata nelle mani di Salvini', lei e tutti i suoi '160 mila abitanti detenuti', ed ora 'sul campanile del Comune svetta la bandiera della Lega'"). Anche i suoi elettori, sarebbero "rimasti costernati da tali arroganti e svilenti affermazioni", tanto che i promotori della petizione li includono nel novero degli indignati della società civile.

Hanno formulato un appello rivolto a donne, giovani, lavoratori, studenti, imprenditori, liberi professionisti, associazioni, migranti, cittadini organizzati e liberi, "per liberare la città da questa asfissiante malamministrazione". Foggia, avvertono, "non è una pedina di scambio per loschi affari privati". Sono pronti a riversarsi in piazza, "sempre più numerosi e compatti".

Oggi, per la prima volta, i membri più attivi del gruppo Foggia non si Lega, una decina, si sono dati appuntamento in un bar della città per spingere la raccolta firme e programmare il lavoro futuro. Per un momento pubblico - che intendono convocare al più presto - dovranno temporeggiare causa restrizioni, e tutte le complicazioni del caso.

"Abbiamo parlato di come proseguire l'azione e abbiamo pensato di organizzare prima di tutto un banchetto in piazza per la petizione che è stata già lanciata - fa sapere il gruppo Foggia non si Lega - Successivamente apriremo un percorso di confronto e di costruzione anche programmatica, una visione di città, un programma politico che guardi oltre l'amministrazione Landella. Sarà soprattutto un'occasione per confrontarsi e creare spazi di partecipazione democratica nella città, aprendo un confronto tra le varie realtà".

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