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Primo maggio surreale con le piazze vuote ma sempre nel segno di Di Vittorio. In Capitanata batte ancora il 'cuore dei proletari'

Festa dei Lavoratori in sordina. La Cgil di Foggia formula gli auguri con un videoracconto del sindacalista cerignolano

Primo maggio inedito e surreale, con le piazze vuote, nell'Italia chiusa dalla pandemia, ma la provincia di Foggia vive la Festa dei Lavoratori sempre nel segno del sindacalista cerignolano Giuseppe Di Vittorio. La Cgil di Foggia sceglie di formulare i suoi auguri a tutte e a tutti con un video curato da Giovanni Rinaldi, storico e ricercatore suo conterraneo, che proietta nel presente il "cuore dei proletari" e dell'uomo simbolo delle lotte bracciantili.

Il ricordo del fondatore della Cgil si apre con il racconto di Alessandro Leogrande, intellettuale, scrittore e giornalista scomparso tre anni fa,che ha dedicato un libro al fenomeno del caporalato in Capitanata. Le testimoniante di chi lo ha conosciuto ("Per noi era veramente un Dio", racconta Carmine Giordano in una registrazione del 1977 a cura proprio di Giovanni Rinaldi, "Camminava e faceva bene") sono intervallate dalle voci degli uomini e delle donne iscritti alla Flai Cgil che oggi lavorano in quella stessa terra: Isabela, Pietro, Vasim, Donato, Parminder, Michela, Thierno, Giulia, Antonio, Ibrahima, Abdellhadi e Raffaele. Le loro storie, molte venute da lontano ma ben radicate dopo anni nei campi della provincia di Foggia, si intrecciano con la storia del bracciante fra i braccianti e con le parole citate dalla partigiana Teresa Noce: "Siamo qui operai di tutti i colori... però il nostro cuore di proletari è rosso, il nostro sangue è rosso".

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