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VIDEO | Foggia ricorda Federica, affinché tutte le donne trovino il coraggio di reagire

 


Da una parte la volontà di non dimenticare, dall’altra la speranza che non accada più. L’Università di Foggia e l’Ufficio di Parità della Provincia insieme per ricordare Federica Ventura, la giovane donna uccisa dal marito lo scorso febbraio, a Troia, nel Foggiano.

Lo fanno attraverso lo spettacolo teatrale "Più vive che mai”, lavoro di "Sporchiamoci le mani-Great", gruppo teatrale composto da studenti e studentesse del Dipartimento di Studi Umanistici dell'ateneo dauno, colleghi di studio di Federica, che proprio a Foggia si laureò il 10 novembre 2016; relatrice fu la professoressa Antonella Cagnolati, responsabile della Cattedra di Storia di Educazione di Genere e referente scientifica del progetto teatrale.

Federica è stata una delle tante vittime di femminicidio in Italia, fenomeno silenzioso e letale, che chiama tutti ad una riflessione più profonda e partecipata. “Ogni 60 ore – ricorda la Consigliera di Parità Antonietta Colasanto – viene uccisa una donna”. Così la giovane educatrice diventa un simbolo, un monito per tutte le donne vittime di una qualsivoglia forma di violenza di genere, sia essa fisica o psicologica, affinché trovino il coraggio di reagire. E mettersi in salvo. Ad arricchire e rendere ancora più pregnante lo spettacolo - cui ha partecipato anche il prof. Pierpaolo Limone, Direttore Vicario del Dipartimento di Studi Umanistici - la poetessa foggiana Melina Barbati e l'attrice Marilena Salvatori.
 

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