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Immagine di repertorio

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"Nessuno pensa ai laboratori teatrali". Da Foggia l'appello a Emiliano: "Riparta la formazione o chiudiamo!"

Il portavoce del coordinamento, Roberto Galano: "La possibilità di svolgere ‘formazione privata’ rappresenta l'unica reale possibilità economica per scongiurare una imminente e disdicevole chiusura delle strutture e associazioni in questione”

Riaprono le chiese e i luoghi di culto, ripartono (a breve) le attività nelle palestre e nelle scuole di danza ma non le attività di formazione di teatri e centri culturali. Una dimenticanza (o errore di valutazione) che ha spinto il Coordinamento dei Teatri Indipendenti della città di Foggia (che comprende Teatro dei Limoni, Piccola compagnia impertinente, Piccolo Teatro e Teatro della Polvere) a scrivere una lettera aperta alla Regione Puglia, indirizzata al presidente Michele Emiliano e agli assessori Raffaele Piemontese e Loredana Capone.

“Come è ormai noto, dopo una lunga e sofferta chiusura forzata a causa dell'emergenza Covid 19, è prevista la riapertura dei teatri in data 15 giugno 2020. Quello però che ancora non è stato previsto (e non appare neanche tra gli argomenti in via di discussione) è la riattivazione di tutti quei corsi, laboratori, workshop e seminari bruscamente sospesi che tanta gente ha lasciato a casa con un percorso sociale/formativo troncato e non portato a termine”, scrive il portavoce del Coordinamento, Roberto Galano.

“In tutta la regione sono centinaia le compagnie teatrali che si trovano nella stessa situazione e che soffrono di questo vuoto normativo sia dal punto di vista culturale e sociale che da quello meramente economico. Non rientrando nel contributo previsto dal Fus – Fondo unico per lo spettacolo né in quello della progettazione triennale previsto dalla Regione Puglia, la possibilità di svolgere ‘formazione privata’ rappresenta l'unica reale possibilità economica per scongiurare una imminente e disdicevole chiusura delle strutture e associazioni in questione”.

Entrando nel merito della questione, “riteniamo che l'utilizzo degli spazi teatrali per le sopracitate attività non differisca dalla riapertura di chiese e luoghi di culto per la celebrazione di riti, palestre e centri sportivi e scuole di danza. Anzi, lo svolgimento delle attività di formazione, oltre a non essere in alcun modo maggiormente pericoloso rispetto alle attività sportive o religiose, rappresenterebbe un’ottima occasione di ‘cura per molte delle persone sottoposte a lockdown, alleviando situazioni di disagio psicofisico, sindrome da stress, ansia, rabbia, sfinimento emotivo e depressione”.

Pertanto, il coordinamento dei Teatri Indipendenti di Foggia chiede che, “compatibilmente con tutte le procedure di prevenzione sanitaria necessarie (numero limitato dei partecipanti, utilizzo di mascherine, sanificazione preventiva, igienizzazione degli ambienti dopo ogni gruppo, distanziamento non inferiore ad 1 mt, divieto di assembramento), di verificare e concedere la possibilità di riattivare i laboratori teatrali, workshop, corsi e seminari, nelle strutture teatrali e non, pubbliche o private, al chiuso e dove possibile all'aperto, a partire dal 1° giugno 2020”.

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