Impianti di Lucera e Ginosa chiusi, i rifiuti del Foggiano e della Puglia verso il nord ma "non c'è un'emergenza"

Per l'assessore alla Qualità dell’Ambiente Gianni Stea non c'è una emergenza rifiuti. L’Aseco di Ginosa e l’impianto Maia Rigenera di Lucera trattavano il 40% della frazione organica prodotta in regione

Immagini di repertorio

Dal 1 giugno l’impianto di compostaggio Maia Rigenera di Lucera ha sospeso l’attività di ritiro della frazione organica, "e rimarrà chiuso fino a data da determinarsi e, comunque, non prima di aver terminato tutte le attività di adeguamento degli impianti, in ottemperanza alle vigenti normative BAT (Best Available Techniques) come da decisione della Commissione Europea del 10 agosto 2018 n. 2018 - 1147/UE”. Lo aveva annunciato Stefano Montagano lo scorso 15 maggio.

Maia Rigenera srl, già BioEcoagrim, è proprietaria dell'impianto di compostaggio di Lucera in contrada Ripatetta, autorizzata al ritiro e alla lavorazione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei comuni della Capitanata.

“La chiusura dell’impianto" – spiegava Stefano Montagano - era necessaria e improrogabile, "non solo per consentire la lavorazione dell’intero ciclo dei rifiuti organici in ambiente confinato grazie all’acquisto dei capannoni limitrofi all’azienda, ma anche, e soprattutto, per salvaguardare l’incolumità del personale ed evitare infausti incidenti, purtroppo anche mortali, come quello accaduto il 17 dicembre 2018"

Scriveva Montagano: "La direzione della società Maia Rigenera è consapevole che la sospensione del ritiro della frazione organica arrecherà non pochi disagi ai 149 Comuni Pugliesi, oggi conferitori della FORSU presso l'impianto, con possibile aggravio della TARI a oltre due milioni di cittadini degli stessi. Tuttavia l’incolumità degli addetti ai lavori nell’impianto Maia Rigenera ha la priorità assoluta”.

Per l'assessore alla Qualità dell’Ambiente Gianni Stea non c'è una emergenza rifiuti: “La Puglia sta facendo i conti con le conseguenze dovute alla chiusura di due impianti, l’Aseco di Ginosa e l’impianto Maia Rigenera di Lucera che trattavano il 40% della frazione organica prodotta in regione. L’Ager ha effettuato una ricognizione tra gli impianti disposti ad ospitare i rifiuti pugliesi trovando la disponibilità di impianti a Milano, Pordenone e Padova dove conferiscono anche Lazio. Toscana, Campania, Abruzzo e Calabria. Stiamo facendo tutto quello che possiamo per superare le criticità che ci sono, ma di qui a parlare di emergenza rifiuti, mi sembra eccessivo”. 

La situazione attuale prevede che nelle prossime settimane, provvisoriamente, una parte della frazione organica dei comuni del Leccese sia conferita in alcuni impianti del Nord, un’altra parte in Calabria. Sulla questione dell’aumento dei costi di conferimento extraregione, la Regione Puglia rassicura sindaci e cittadini garantendo sostegno ai comuni con risorse disponibili del bilancio regionale, come peraltro è avvenuto in altre occasioni per sopperire ai maggiori costi di trasporto. 

“A questo proposito chiedo ai sindaci, al cui organo di rappresentanza Anci ho chiesto un incontro lunedì prossimo insieme ai vertici dell’Ager, – afferma Stea – di avere un atteggiamento collaborativo, perché le difficoltà sono sempre dietro l’angolo e l’obiettivo della Regione Puglia non è di creare il problema ai cittadini ma di risolverlo. La questione dei rifiuti è complessa, il deficit impiantistico non è solo pugliese ma nazionale. E spesso la difficoltà di realizzare impianti è dovuta anche ai fronti e ai comitati di protesta che si aprono ovunque laddove vengono individuati i siti. La questione è delicata,  - conclude Stea –per questo sulla questione rifiuti, che riguarda tutti indiscriminatamente, chiediamo supporto ai Comuni”. 

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