Nei 32 alloggi di Caroprese anche le otto famiglie del centro storico sfrattate. Landella: "Nessuno vi sta cacciando"

Negli appartamenti sbloccati durante il Consiglio comunale del 24 ottobre saranno collocate le famiglie dell'ex distretto militare, della palazzina di via San Severo e dei locali di via Catalano, via Ricciardi e vico Solitario

Le otto famiglie che dovranno lasciare altrettanti locali di proprietà del Comune di Foggia in via Catalano, via Ricciardi e vico Solitario saranno collocate negli alloggi di Caroprese già pronti. "Abbiamo approvato una delibera. L'ho detto pubblicamente in Consiglio comunale - ribadisce il sindaco Franco Landella - Nei 32 alloggi andremo a collocare le famiglie dell'ex distretto militare, della palazzina di via San Severo dichiarata pericolante e inagibile e loro, che sono perfettamente a conoscenza della delibera". Sono gli appartamenti del Programma integrato realizzato da Edil Ambiente e Aedilia Costruzioni.

Il 24 ottobre scorso, cassando un emendamento alla delibera consiliare n. 175 del 28 novembre 2018, oggetto di un contenzioso che ha aperto la stessa ditta con un ricorso al Tar, ha ristabilito la formula dell'originario accordo di programma: il contratto di locazione non sarà stipulato più tra la ditta e i singoli assegnatari, sarà il Comune a pagare il canone. All'epoca si riteneva che il Salva Enti vietasse i contratti di locazione, oggi, anche alla luce della giurisprudenza intervenuta nel frattempo, il parere del dirigente del Settore Finanziario e del segretario generale si è ribaltato perché è più chiaro che non esiste alcun vincolo. Annullando le ragioni del contenzioso, la ditta dovrebbe rinunciare al ricorso e gli appartamenti dovrebbero essere immediatamente disponibili perché il principio della delibera resta invariato: allora il Consiglio accettò l'offerta di immobili residui pronti e liberi, dislocati in fabbricati già realizzati, rispetto a quelli che dovevano essere ancora realizzati a fine lottizzazione in un'unica palazzina. A onor del vero, per ben tre volte, comprese le risposte a precise domande dei consiglieri Gino Fusco e Anna Rita Palmieri, il sindaco di Foggia in quella riunione in videoconferenza ha ripetuto la destinazione degli alloggi, comprensiva delle otto famiglie sfrattate dal centro storico. In tempi rapidissimi, dovrebbero rientrare nella disponibilità del Comune.

Nelle more dell'assegnazione, il Comune non lascerà per strada le famiglie e il sindaco lo ha lasciato intendere chiaramente. Ieri è stato notificato alle il provvedimento di rilascio di locale per occupazione senza titolo, ma si tratta di un atto dovuto. "Sono adempimenti essenziali per liberare quei locali - chiarisce Landella - perché deve essere realizzata una riqualificazione di quell'area con un finanziamento che non possiamo perdere".

Non c'è un'ordinanza di sgombero coattivo. "Le famiglie hanno già avuto queste risposte, spiegate in maniera dettagliata la funzionaria Rosanna de Nisi". È evidentemente amareggiato e perplesso di fronte alle doglianze delle famiglie dopo la ricezione del decreto, soprattutto perché sono perfettamente consapevoli di rientrare nella scala di priorità dell'emergenza abitativa. 

La vulnerabilità e l'emergenza acclarata sono le condizioni che consentono di assegnare gli alloggi indipendentemente dalla graduatoria. Per le occupazioni abusive, peraltro, è stato aperto un tavolo in Prefettura, anche con la partecipazione dell'Arca.

Landella ricorda pure come ci siano persone "mai venute sotto al Comune" che hanno presentato legittima istanza, sono in graduatoria, e oggi vivono in locali angusti e interrati. "Aspettano una casa e l'avranno", è la promessa del sindaco.

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