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Donne vittime di violenza non denunciano: "Per paura o per pudore"

'Quello che le donne non dicono', l'incontro promosso dal coordinamento politiche di genere della Cisl di Foggia

Si è svolto ieri 23 novembre presso l'Auditorium 'Magna Capitana' di Foggia, l'incontro 'Quello che le donne non dicono' promosso dal coordinamento politiche di genere della Cisl di Foggia. Testimonianze, voci e analisi sui fenomeni di violenze per ricordare la ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’.

Sono intervenuti Carla Costantino, segretario generale dea Cisl Foggia, Bianca Mangiarano responsabile coordinamento politiche di genere della Cisl Foggia, Antonio D’Amore responsabile ‘Reati contro la persona’ della Questura di Foggia, Franca Dente presidente ‘Impegno Donna’ Foggia e Barbara De Serio presidente Cug dell’Università di Foggia.

Sono state rese pubbliche alcun riflessioni, raccolte in anonimato, per evidenziare le sfaccettature delle forme di violenza ai danni delle donne. In esclusiva ci sono state le testimonianze di donne vittime di violenza fisica, sessuale e psicologica. “In occasione della giornata contro la violenza sulle donne presentiamo uno spaccato particolare del fenomeno, proponendo una serie di messaggi confidenziali sul disagio e sulle difficoltà vissute dalle donne e sulle paure nelle quali possono nascere fenomeni di violenza” spiega Bianca Mangiarano. “Crediamo che la testimonianza di chi è stata vittima di violenza possa servire come monito e come esempio per ricordare, a chi vive situazioni simili, che facendosi aiutare è possibile smettere di subire qualsiasi forma di violenza. Di violenza sulle donne si parla sempre troppo poco e noi della Cisl di Foggia lo facciamo dando voce proprio alle donne” ha sottolineato Carla Costantino.

“Ispirandoci alla celebre canzone di Fiorella Mannoia, abbiamo chiesto di rispondere attraverso dei messaggi Whatsapp. Abbiamo chiesto cosa avessero paura di dire. Siamo stati inondati di risposte, ma ci siamo resi conto che in molte hanno preferito non rispondere. Questo silenzio probabilmente è stata la risposta più eloquente perché testimonia che ancora molte donne, forse per paura o per pudore, non riescono a denunciare le violenze a cui sono sottoposte” ha precisato Francesca Mazzeo della Cisl Giovani di Foggia

“Ho realizzato questa opera con l’intenzione di rappresentare su tela il dolore e la fragilità di una donna privata della sua libertà. Il dipinto è caratterizzato da pochi elementi: il corpo pallido della giovane donna non presenta alcun colore tranne che per la ferita aperta al centro del petto sulla quale viene ripreso il rosso. La figura è avvolta nell'oscurità e le sue braccia solo legate da un groviglio nero di fili alla base della tela. La donna nuda, dagli occhi bassi e dal corpo imprigionato e colorato in bianco e nero, vuole rappresentare un'anima spogliata ingiustamente della sua libertà” ha aggiunto Angelica Morelli, autrice del quadro raffigurato sulla locandina ufficiale.

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