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Don Aniello

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Don Aniello interroga le coscienze: "Foggia si opponga alla malavita sregolata"

Il commento del prete antiracket, fondatore di 'Ultimi': "Le parole del questore Sirna giacciono come un macigno. Qualcuno sapeva e non ha parlato. Nessuna coscienza. Ci sarebbe da chiedersi da domani cosa vuole Foggia"

Il prete antiracket don Aniello Manganiello torna sul caso Francesco Traiano, dopo gli arresti messi a segno ieri dalla polizia. "Stamattina una voce familiare da Foggia, con felicità, mi diceva dell'avvenuta cattura dei responsabili dell'omicidio di Francesco, un caso che ho, da subito, seguito con interesse ritrovando il giovane tabaccaio spesso nelle mie preghiere", spiega.                       

"Era Pierpaolo, vicepresidente di 'Ultimi', foggiano, che mi inviava notizie, video e link sulla  dinamica dell'omicidio. Il parallelo che corre sull'asse Foggia-Napoli, secondo ciò che ho osservato in questi anni, può essere simile ma non uguale. Noto, nelle azioni criminali del foggiano una certa violenza, sempre sproporzionata al tipo di reato che si sta commettendo. Una città apparentemente placida che sviluppa azioni malvagie improvvise, incontenibili. Eppure il mio terreno quotidiano si chiama Scampia!"

Hanno smesso di ridere ma intanto Foggia piange ancora

"Le parole del questore Sirna giacciono come un macigno. Qualcuno sapeva e non ha parlato. Nessuna coscienza. Uniti nel disteso silenzio di un omicidio. Ci sarebbe da chiedersi da domani cosa vuole Foggia. Quanti silenzi ancora e quanto sangue. Quali efficaci azioni, munirsi per contrastare l'allarme criminalità che arruola sempre più giovanissimi tra le proprie fila".

"Ieri - continua il fondatore di 'Ultimi' - magistrati e forze dell'ordine hanno vinto ma, già domani, un nuovo sole sorgerà e il bene ed il male saranno ancora in guerra tra loro e su questo campo la cittadinanza quale ala coprirà, dove si schiererà, senza compromessi. Adesso, più di prima, è proprio la cittadinanza che deve opporsi ad una sregolata malavita che in questi anni ha reso Foggia una città da cui fuggire, una metamorfosi di pochi decenni che non accetto da sacerdote e mai accetterei da cittadino opponendomi con fermezza a chi ancora spara e gambizza per le strade".

"Foggia dovrebbe rialzarsi e dopo questa vittoria dello Stato è il momento migliore. L’associazione Ultimi, si unisce alla famiglia di Francesco, in questo giorno in cui vince la vita, perché dove trionfa la giustizia non esiste morte vana!", conclude.

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