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Vittorio Feltri si dimette da giornalista. Choc le sue frasi: da "zoo pieno di terroni" a "nonostante sia di Foggia"

Feltri da parecchio tempo era direttore editoriale. Si è reso protagonista di frasi e dichiarazioni sconcertanti contro il Sud, i foggiani e Conte. Lo riporta "Il Giornale" di Sallusti.

Vittorio Feltri lascia l'ordine dei giornalisti. A rivelarlo in prima pagina 'Il Giornale': "Feltri si dimette da giornalista": "Dopo cinquant'anni di carriera - scrive in un editoriale Alessandro Sallusti - si è dimesso dall'ordine rinunciando a titoli e posti di comando nei giornali, compreso nel suo Libero (lo fondò nel 2000). Perché lo abbia fatto lo spiegherà lui, ma io immagino che sia una scelta dolorosa per sottrarsi una volta per tutte all'accanimento con cui da anni l'ordine dei giornalisti cerca di imbavagliarlo e limitarne la libertà di pensiero a colpi di processi disciplinari per presunti reati di opinione e continue minacce di sospensione e radiazione".

Vittorio Feltri si è reso protagonista di lunga serie di frasi provocatorie, discriminatorie e sconcertanti all'indirizzo dei meridionali, del premier Giuseppe Conte e dei foggiani: "Da manutengoli ingordi" a "I meridionali sono inferiori", dalla "Dittatura romanfoggiana" a "zoo pieno di terroni", da "addirittura ben vestito nonostante sia di Foggia" e via discorrendo.

Feltri da parecchio tempo in ogni caso non era più direttore responsabile dei quotidiani per cui lavorava ma “soltanto” direttore editoriale.

Sallusti - secondo il quale le dimissioni Feltri arrivano quindi per protestare contro il tentativo di bavaglio nei confronti del direttore editoriale di Libero - ha aggiunto: "Io mi auguro che le centinaia di colleghi ai quali negli anni Vittorio Feltri ha offerto lavoro e insegnato un mestiere, oggi abbiano un sussulto di orgoglio, e da uomini liberi facciano sentire la loro voce; mi auguro che i suoi oppositori aguzzini si vergognino della loro squallida miseria culturale e professionale; mi auguro che Carlo Verna, presidente dell’ordine – quindi di tutti i giornalisti, non solo di quelli di sinistra – abbia la forza di rifiutare le dimissioni e garantire a un grande collega la libertà che merita, perché se così non fosse da oggi nessuno di noi potrà sentirsi al sicuro. E auguro a Vittorio Feltri di scrivere liberamente, anche da non giornalista, fino a che Dio gliene darà la forza"

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