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Donne pugliesi vittime di violenza denunciano di più: gli aguzzini sono perlopiù i partner, fascia 35-44 anni è la più colpita

I dati Istat del numero 1522. In Puglia sono in aumento i casi di donne che hanno contattato i centri antiviolenza nei primi cinque mesi del 2020 rispetto ai dati dell’anno precedente: 667 rispetto a 535.

La maggior parte degli episodi di stalking, minacce e violenza sulle donne, si consuma all’interno dell’ambiente domestico. La maggior parte degli aguzzini è infatti costituita da partner. A seguire familiari, ex partner, conoscenti e in ultimo persone sconosciute alla vittima.

In Puglia sono in aumento i casi di donne che hanno contattato i centri antiviolenza nei primi cinque mesi del 2020 rispetto ai dati dell’anno precedente: 667 rispetto a 535. Cinquantuno sono state passate dal 1522. Per 77 di loro la violenza si è manifestata in seguito all’emergenza Covid.

Nel 2020 sono state 122 le vittime di violenza in provincia di Foggia. Il dato più alto, di 219, nel 2013. 128 nel 2018.

Nel frattempo l’Istat ha fornito alcuni dati rispetto alle chiamate o segnalazioni via chat pervenute al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza di genere e lo stalking. Aumenta la quota delle richieste di aiuto tramite chat, che costituiscono il 16,3% delle modalità di contatto (erano pari all11,5% nel primo trimestre del 2020).

Nel primo trimestre del 2021 sono in aumento. Quelle valide in Italia sono state 7974 per 4.310 vittime, in aumento rispetto al primo trimestre del 2020 (+38,8%), ma lontano dal picco del secondo trimestre 2020 (12.942 chiamate valide).

Le chiamate per la “richiesta di aiuto da parte delle vittime di violenza” e le “segnalazioni per casi di violenza” rappresentano insieme il 48,3% (3.854) delle chiamate valide. Nel primo trimestre del 2021, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono cresciute del 109%, mentre diminuiscono le chiamate per avere informazioni sul numero 1522 (-37,6%).

Le persone che hanno chiamato per la prima volta il 1522 nel primo trimestre 2021 sono l’84,8%. Tra le vittime questo dato raggiunge l’88,1%. Le vittime che hanno contattato il 1522 hanno segnalato di avere subito più tipologie di violenze nel 62,1% dei casi (più in particolare, 2 nel 23,3% e 3 o più forme di violenza nel 38,8% di casi). Una tipologia di violenza è stata segnalata dal 37,9% delle vittime; la violenza fisica è il tipo più frequente.

Il servizio 1522 svolge un’importante funzione di snodo a livello territoriale tra i servizi a supporto di coloro che vi si rivolgono: il 66,5% delle vittime nel primo trimestre 2021 è stata indirizzata verso un servizio territoriale (dato in diminuzione rispetto ai trimestri del 2020) e di queste il 57,1% (pari a 2.462 vittime) è stata inviata ad un centro antiviolenza.

Le chiamate vengono smistate anche a case protette e di accoglienza, servizi sociali, forze dell’ordine, consultori familiari e servizi di psicologia delle Asl.

Prevale la violenza psicologica, ma non di molto su quella fisica. Numerose le chiamate per minacce, ma anche per richieste di soldi e sesso.

Le vittime che denunciano violenze e soprusi, per la maggior parte hanno dai 35 ai 44 anni. Si registra un incremento di segnalazioni anche di donne dai 18 ai 24 anni. 25-51 la fascia che più denuncia


 

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