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“Il Covid un complotto ordito da Satana”, bufera sul direttore di Radio Maria. Don Miele: “Basta con queste corbellerie”

Intervenuto nel podcast di Selvaggia Lucarelli e Chicco Giuliani, il parroco di Casalvecchio ha criticato duramente le dichiarazioni di Don Livio Fanzaga: "Quelle frasi alterano l'immagine di Dio"

“Con la scusa che ‘quella radio fa pregare la gente’ si è accettato tutto. E così si è generato un mostro. E i mostri, si sa, diventano pericolosi per le corbellerie che sparano, ancor più perché milioni di persone prendono per oro colato quelle corbellerie. Sarebbe ora di finirla”. A parlare è don Ciro Miele, parroco di Casalvecchio di Puglia, in relazione alle dichiarazioni rilasciate alcuni giorni fa da Don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria il quale, all’interno della sua trasmissione, ha definito il Covid “un progetto del demonio che attraverso menti criminali prepara un colpo di stato massmediatico per conquistare il mondo entro il 2021”. Se non è un post complottista, poco ci manca. Dichiarazioni forti che il parroco di Casalvecchio di Puglia ha criticato duramente.

Concetti ribaditi anche durante la puntata di ‘Le mattine’, il podcast di Selvaggia Lucarelli e Chicco Giuliani in onda su Radio Capital: “Certe cose non si possono dire, non è rispettoso nei confronti di chi sta soffrendo o si sta prodigando per alleviare le sofferenze degli ammalati e degli scienziati che stanno lavorando per trovare una soluzione”, ha dichiarato Don Ciro Miele.

Il parroco ricorda che Don Livio non è nuovo ad affermazioni di questo tipo: già nel 2016, dopo il sisma che colpì il centro Italia, parlò di punizione divina inferta da Dio per l’approvazione delle unioni civili: “Radio Maria non è nuova a queste stupidaggini. Certe cose non si devono dire”.

Insomma, parole che oltre a distorcere profondamente la realtà alterano l’immagine di Dio: “Non è quella che Radio Maria propaganda – insiste Miele –, non possiamo dire alla gente semplice che esiste un dio castigatore, che giudica con severità e che punisce e condanna gli innocenti. È l’immagine di un Dio che non esiste”.

Anche perché c’è il rischio che tante persone prendano per buone le parole del direttore di Radio Maria, identificandole come un messaggio di tutta la Chiesa: “Sono innumerevoli i danni che l’assorbimento di queste idee da parte di chi ascolta Radio Maria per pregare. La Chiesa non dice quelle cose lì”. Senza contare il danno di immagine: “Così ci mettono tutti alla berlina”.

E quando la Lucarelli gli chiede se la sopravvivenza di Radio Maria sia collegata a interessi economici risponde: “Sicuramente ci sono tanti interessi, tanta gente è affezionata. Per questo consiglierei una correzione di tiro, facendo passare messaggi veri, che siano evangelici, senza strumentalizzare la parola di Dio. Facciamo in modo che venga fuori la sua immagine vera. Vivere da cristiani non vuol dire essere mortificati dalla paura che Dio ci possa punire. Giove lanciava gli strali agli umani, non Dio”.

“Dio è accanto a chi soffre, per dargli forza e coraggio e lo fa anche verso chi fa ricerca. Ci dà la forza nel momento in cui noi ci diamo da fare per aiutare e consolare”, osserva Miele, il quale ribadisce di stare attenti ai “clerico-cialtroni” affidandosi alle parole di Papa Francesco: “Ci dice sempre che c’è un male assoluto che si chiama clericalismo, che conduce a strade impensate e impensabili allontanandoci da quello che è il vero messaggio di Gesù”.

“Nessuno nega l’azione di Satana – chiosa il parroco di Casalvecchio –, ma attribuire tutto al diavoletto è deresponsabilizzante. Il male si incarna nelle tentazioni di cui parla il Vangelo, lì dove ci sono il potere che schiaccia, il potere economico che esclude e impoverisce, le ingiustizie. Il diavolo va cercato lì, non nella tentazione di dire una parolaccia o di guardare una bella donna o un bell’uomo”.

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