"Mafia vero problema del Gargano". Il sindaco di Monte Sant'Angelo: "Seguiamo l'esempio delle vedove Luciani"

Il commento del sindaco di Monte Sant'Angelo all'indomani della trasmissione Cose Nostre andata in onda su Rai Uno sulla faida sanguinaria Primosa-Alfieri, Libergoli, Romito sul Gargano e sulla storia dei fratelli Luciani

Pierpaolo d’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo e coordinatore di Avviso Pubblico Puglia, l’associazione nazionale degli Enti locali antimafia, difende l'operato della Rai dalle accuse piovute sui social circa il servizio 'Cose Nostre' sulla sanguinaria mafia garganica e sui fratelli Luciani andato in onda ieri sera sul primo canale nazionale: "Del servizio di ieri sera andato in onda su Rai 1 e di tutte le considerazioni postume, le cose che mi hanno colpito di più sono state le parole del procuratore Giuseppe Volpe e la forza delle vedove Luciani" sottolinea D'Arienzo.

Le parole del procuratore Volpe

Nei mesi scorsi, si è parlato della morte dei fratelli Luciani come se si trattasse di una fatalità, di un tragico scherzo del destino che ha visto i fratelli nel posto sbagliato al momento sbagliato. E invece, come ha sottolineato il dott. Volpe, Aurelio e Luigi erano nel posto giusto e nel momento giusto. Perché loro erano lì a lavorare la propria terra per portare “il pane” a casa, dalle loro famiglie. Chi non doveva stare lì era il commando che ha sparato. Chi non doveva stare lì erano quelle persone che rappresentavano il reale obiettivo dei killer

Il problema della nostra terra è la mafia

E questo ci riporta ad una considerazione importante. Il problema della nostra terra non sono i giornalisti, i magistrati o i giudici che cominciano a raccontare o a scrivere, che continuano a indagare o a sentenziare sulla quarta mafia d’Italia. Il problema del nostro territorio è la mafia, una criminalità organizzata che opprime le nostre comunità, che arruola i nostri ragazzi, che uccide i nostri figli con la droga, che arma le batterie di fuoco, che soffoca le iniziative d’impresa facendole abortire prima ancora di partire. Che fa “parlar male” del nostro meraviglioso Gargano, sconfortando interi settori produttivi che vivono di turismo.

L'esempio delle vedove Luciani

E allora l’esempio che dobbiamo seguire è quello delle vedove Luciani, che stanno lottando per la memoria dei loro mariti, per il futuro dei loro orfani e, in fondo, per il futuro della nostra terra. Senza paura, senza piegarsi, a testa alta!

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Lavorare per una terra migliore

Non scriverò alla Rai, non scriverò post di condanna. Quello che farò, come amministratore e come cittadino di Monte Sant’Angelo e del Gargano, è lavorare ancora di più affinché sia chiaro a tutti che questa terra è la mia e non c’è posto più bello dove vivere e far vivere i miei figli, i miei cari. E per essa sono disposto a lottare con le unghie e con i denti, come stanno facendo Arcangela e Marianna, le giovani vedove dei fratelli Luciani vittime innocenti di mafia, assieme ai loro splendidi figli.

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