Il Coronavirus intralcia la fede ma non la piega: messe sante on line. Sospesi matrimoni e niente funerali in Chiesa

Da questa mattina e fino al prossimo 3 aprile. Preti e sacerdoti ieri sono corsi ai ripari, celebrando la santa messa on line. Le chiese resteranno aperte e disponibili alla preghiera personale, soprattutto per l’adorazione eucaristica personale

Il Coronavirus costringe la Curia a fare un passo indietro, intralcia la fede ma non la piega. E già da ieri in provincia di Foggia i sacerdoti si sono adeguati all'emergenza sanitaria celebrando le sante messe on line.

Da questa mattina e fino al prossimo 3 aprile, in seguito al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla dichiarazione dell'ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, non si potranno celebrare le sante messe, feriali e festive, né altre celebrazioni civili e religiosi. Quindi, funerali e matrimoni (cresisme e comunioni). Il rito delle esequie dovrà essere compiuto direttamente presso il cimitero. 

Una decisione presa anche in virtù del caso San Marco in Lamis, dove il 3 marzo scorso si sono svolti i funerali di un uomo di 74 anni prima ancora dell'esito della prova tampone, poi risultato positivo al Covid-19. Vicenda per la quale la Procura della Repubblica di Foggia ha aperto una inchiesta per "epidemia colposa".

Preti e sacerdoti ieri sono corsi ai ripari, celebrando la santa messa on line. Le chiese resteranno aperte e disponibili alla preghiera personale, soprattutto per l’adorazione eucaristica personale. Stop anche a benedizioni e pellegrinaggi.

Questa mattina la Conferenza Episcopale Pugliesi ha dato indicazioni ai presbiteri e ai fedeli di attenersi alle indicazioni stabilite nel decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo: "In questo delicato momento storico è un dovere per noi Arcivescovi e Vescovi delle Diocesi di Puglia, invitare alla responsabilità di fronte al dilagare del COVID 19.

Accogliamo quanto il presidente del Consiglio ha stabilito nel Decreto dell’8 marzo u.s. (DPCM 8/23/2020, art. 2, comma v), nel quale tra l’altro, ha prescritto per tutto il territorio nazionale che «L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro; sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri".

Nella stessa data di domenica 8 marzo, la Conferenza Episcopale Italiana ci comunicava che "l’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica".

"Recependo queste istanze necessarie ad evitare un’ulteriore estensione del contagio, i Pastori delle Chiese di Puglia ribadiscono che fino al 3 aprile non siano celebrate Sante Messe festive e feriali con la partecipazione del popolo. I presbiteri celebrino l’Eucaristia in privato ed invitino i fedeli a pregare personalmente o in famiglia, meditando la Parola di Dio; non siano celebrati funerali in chiesa e si benedica la salma del defunto direttamente al cimitero con le preghiere rituali dell’“l’ultima raccomandazione e commiato”; le chiese rimangano aperte per la preghiera personale. Si garantisca ai fedeli la possibilità di tenere la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro; siano sospese le feste patronali, le processioni, le stazioni quaresimali e qualsiasi altra manifestazione.

Nel dare queste norme siamo consapevoli di invitare il popolo di Dio ad un “digiuno” forzato dall’Eucaristia, ma siamo anche fiduciosi che non mancherà a nessuno il nutrimento della Parola di Dio e della preghiera personale e che questo grande sacrificio potrà contribuire a tutelare la salute di tutti i cittadini.

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