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La Casa di Foggia dell'Ual

La Casa di Foggia dell'Ual

"Senza di te non sarà la stessa Pasqua". L'amore di Rossella e il 'grazie' a chi si prende cura della madre: "Passerà"

Una figlia rivolge il suo messaggio di gratitudine al personale della Residenza Sanitaria Assistenziale gestita dall'Unione Amici di Lourdes che si prende cura della donna affetta da sclerosi multipla da quando lei era una ragazzina

"In un momento triste come questo vorrei far arrivare tutto il mio ringraziamento e affetto alla struttura che accoglie mia mamma da quando ero una piccola ragazzina, l'Ual di Foggia". Rossella affida ad una lettera, inviata a FoggiaToday, la sua gratitudine al personale della Residenza Sanitaria Assistenziale dell'Associazione Unione Amici di Lourdes. Ripercorre i lunghi anni in cui si sono presi cura di lei nella Casa per anziani e disabili di viale Ofanto, fino al maledetto virus che separa i parenti dai loro cari. "Mia madre, che non ho mai visto star bene, in quanto dalla mia nascita è stata avvolta dai tentacoli della sclerosi multipla, mangiandole la vita, e purtroppo anche la nostra, perché una lunga depressione l'ha accompagnata per molti anni, assistendo purtroppo ad episodi di folli crisi suicide. È per questo che la soluzione migliore per la sua salute, gestibilità e cura è stata, grazie all'aiuto di una sua cara amica, quella di affidarla ad amabili e professionali mani, qualificati in materia. Mia madre, che grazie a loro ha ritrovato il sorriso perso da tanti anni, non so cosa, non so come, ma lei è rinata. Nonostante fossi ancora una ragazzina era impossibile non osservare dal primo giorno il sorriso con cui accoglievano i loro ospiti, il grande senso del dovere e la passione, l'amore presente in tutti loro. Ho sempre saputo bene quanto valesse questa struttura, mi bastava e mi basta tuttora guardare negli occhi mia madre per capirlo".

Nonostante la distanza forzata Rossella è serena, perché sa che la mamma è in buone mani. "Oggi ne sono ancora più convinta, in quanto hanno prontamente gestito questa situazione di emergenza e quella che, fino a poco tempo fa, era la loro attività di routine, oggi assume aspetti totalmente nuovi, perché oltre all'amore che ci mettono nell'assistere i nostri familiari, ora devono anche salvaguardarli da questo 'mostro' che sta invadendo le nostre vite, e ovviamente dall'altra parte c'è anche la paura di poter essere portatori di contagio, non solo nella stessa struttura ma anche per i loro familiari a casa e ahimè si aggiunge il timore per la loro stessa salute personale. Questa Pasqua non sarà la stessa festeggiata senza mia madre, che ad ogni festa fa da regina in casa mia, ma so che riceverà tutto l'amore che merita, e non posso non far arrivare il mio ringraziamento, il mio affetto a chi se ne occupa da vicino, a chi le regala sorrisi e la rende ancora più splendente, al presidente, ad Antonietta, ad Annamaria, Maria, don Luigi, il personale sanitario, i volontari, gli operatori della cucina, a tutti i dipendenti, professionisti che operano con passione e agli stessi ospiti. Passerà questo brutto momento nella speranza di poter vincere al più presto questa 'guerra' e di ritornare quanto prima alla vostra amata quotidianità, e riabbracciare al più presto la mia cara mamma. Grazie davvero, noi lo apprezziamo. Rossella, una figlia".

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