Il virus fa novanta, oltre i numeri e niente panico

Coronavirus, la paura e i numeri. Le richieste di Foggia e Capitanata zona rossa. L'editoriale del direttore responsabile Massimiliano Nardella

La paura del virus, il timore di contagiarci, di risultare positivi e di temere per la nostra vita e per quella dei nostri cari, è uno stato d'animo che nel pieno della pandemia ci mette al riparo dalle tentazioni, dalla spocchia e dal rischio di sottovalutare il problema.

Fatta questa premessa, ritengo altresì che non ci si debba sottrarre a una lettura più approfondita dei numeri, immaginando che con gli stessi dati potremmo conviverci a lungo. 

Non fosse anche che tra gli esperti c'è chi non esclude una terza ondata, finanche più drammatica.

Ecco perché i nostri timori andrebbero misurati e parimenti le nostre abitudini riviste.

E' legittimo, comprensibile, giusto, se le nostre preoccupazioni dipendono dalle carenze e inadeguatezze mostrate dal sistema sanitario, dalle difficoltà del sistema di tracciamento o dalle criticità della medicina territoriale: o anche dagli appelli e dalle testimonianze di chi ha fatto a pugni con il virus, dall'immagine degli operatori sanitari sfiniti e completamente bardati, nostra prima guardia nella battaglia contro il Covid.

Deve preoccuparci l'alto tasso di mortalità, indice di molteplici fattori: dall'aggressività del virus agli sforzi, talvolta vani, di fare tutto il possibile per salvare vite umane. 

Non siano però le nostre preoccupazioni solo il risultato dei numeri. Il panico non prenda il sopravvento, non permettiamogli di distruggere la nostra capacità di riflessione e gestione dei momenti più difficili.

Un passaggio sui numeri è oltretutto doveroso proprio per scongiurare il rischio di farci travolgere dall'onda anomala dell'ipersensibilità.

Un esempio su tutti è la situazione epidemiologica di Foggia, dove qualche giorno fa gli attualmente positivi corrispondevano allo 0,5% dell'intera popolazione. Ergo, uno su 200 ha contratto il virus. E mettere a confronto il dato degli 800 contagiati con il numero degli abitanti di oltre 150mila, è ben diverso dal dire che i contagiati sono ottocento, dato che se isolato produrrà inevitabilemnte in ciascuno di noi un effetto altisonante.

Altro esempio che può aiutarci a comprendere meglio la situazione, è il dato di San Marco in Lamis, il comune della Capitanata con la percentuale più alta dei contagiati da febbraio ad oggi: 2,90% su 13.725 abitanti. Gli attualmente positivi corrispondono invece all'1,5% sull'intera popolazione. 

E ancora, ad oggi in tutta la Puglia la percentuale dei contagiati è dello 0,7% sugli oltre 4 milioni di abitanti. In provincia di Foggia è dell'1,46% (dall'inizio dell'emergenza ad oggi).

Ovvero, da febbraio a novembre sono risultati positivi 9031 foggiani su una popolazione di 616.310. E' altrettanto seria ma inferiore la percentuale degli attualmente positivi. 

La lettura delle statistiche deve quindi suggerirci che nel lungo periodo la vera differenza non la faranno né i numeri e nè le restrizioni, ma la somma della gestione dei momenti di vita di ciascuno di noi, nel rispetto di quelle degli altri. 

E un sistema sanitario efficiente. 

Nulla più, se è vero, come pare, che il virus si ripresenterà altre volte e che probabilmente nemmeno il vaccino sarà in grado di debellarlo del tutto.

Ci si dovrà allenare per conviverci, continuando a rinunciare a qualcosa, ma anche a costruire un percorso alternativo alle nostre abitudini e di convivenza col Covid.

Continuare a polemizzare contro quello o quest'altro, ancora oggi che nell'emergenza ci siamo dentro fino al collo e siamo per questo costretti ad accettare misure forti, non contribuisce a mitigare la Pandemia.

D'altronde non vi è un'alternativa a stretto giro. 

Perché, che siano stati sprecati interi mesi, siano venute meno le promesse e le intenzioni, sia stato preso sotto gamba il problema e che purtroppo c'è chi continua a buttare la palla molto in là, alimentando false aspettative o cercando di scaricare la quasi totalità delle responsabilità sui cittadini, è un dato incontrovertibile. 

Vero è che non mi trovano d'accordo le richieste di 'zona rossa' in città e in Capitanata del sindaco Landella e del presidente Emiliano, tant'è che il Governo ha confermato la zona arancione per l'intera Puglia e starebbe pensando di rivedere la colorazione delle zone, sbiadendole un tantino in vista del Natale, sempre se la curva epidemiologica confermerà la sua discesa.

Questo però non vuol dire che dobbiamo augurarci un allentamento delle restrizioni pensando di non essere anche noi responsabili, nel bene o nel male, di quello che accadrà. 

Perché è solo quando sarà ristabilita e migliorata la risposta del sistema sanitario alle emergenze, che avremo, sì in quel caso, il diritto di andare alla ricerca delle responsabilità, qualora dovessero ripresentarsi gli stessi problemi e provvedimenti restrittivi. 

A quel punto non ci saranno più scuse. D'altronde non potremo più permettercele. 

Tuttavia non ci resta che continuare ad affrontare con responsabilità l'emergenza. Senza grandi aspettative, se non quella di uscirne presto e bene. E di rispettare le regole, rinunciando, se necessario, anche a quello che non ci viene imposto di fare.

Allo stesso tempo suggerisco una migliore lettura dei numeri, esercizio che può tornarci utile per gestire con più capacità le nostre paure, nel mare magnum delle contraddizioni, delle previsioni e di tutta una serie di informazioni contrastanti.

Vigili e responsabili, non abbassiamo mai la guardia ma non facciamoci prendere dal panico.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Sangue nel cuore della movida, colpita con i vetri di una bottiglia e sfregiata a vita: arrestata ragazza di 20 anni

  • Emiliano chiede la 'zona rossa' per la provincia di Foggia: "Qui massima gravità e livello di rischio alto"

  • Coronavirus: la Puglia resta in zona arancione

  • Finisce in carcere l'uomo che ha investito e ucciso Vincenzo Maffeo. Aveva portato a riparare il mezzo da un carrozziere

  • Sua moglie è positiva, lui è in isolamento ma va ugualmente a lavorare: segnalato al 112 e multato dai carabinieri

  • San Marco in Lamis sotto choc, comunità in lutto per Domenico: "Questo maledetto virus gli ha tolto la vita"

Torna su
FoggiaToday è in caricamento