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I teatri indipendenti di Foggia uniti contro il Coronavirus: nasce il Coordinamento per guardare al futuro (ed evitare la chiusura)

Definiti i macro obiettivi dell'organismo costituito dalle realtà Teatro dei Limoni, Piccola compagnia impertinente, Teatro della Polvere e Piccolo Teatro, ma che non esclude, in futuro, una apertura alle altre realtà artistiche che ugualmente si trovano a vivere l'emergenza

Immagine di repertorio

I teatri indipendenti di Foggia fanno squadra per fronteggiare la grave crisi economica scaturita dalle chiusure imposte dall'emergenza Coronavirus. Come già anticipato a FoggiaToday, la pandemia in corso ha bruciato gran parte delle stagioni teatrali allestite e delle attività laboratoriali 'vitali' per tenere in piedi le realtà culturali.

Alla luce della situazione Roberto Galano, Pierluigi Bevilacqua, Stefano Corsi e Dino La Cecilia, rispettivamente direttori artistici del Teatro dei Limoni, Piccola compagnia impertinente, Teatro della Polvere e Piccolo teatro di Foggia, hanno dato vita ad un Coordinamento, di cui sarà portavoce Roberto Galano.

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"Come ormai è risaputo, l'emergenza sanitaria e la relativa chiusura forzata dei teatri, degli spazi culturali e dei centri di aggregazione ha creato un pauroso vuoto culturale e una grave emergenza economica per tutti i lavoratori del settore artistico. Le associazioni di settore e il governo centrale stanno discutendo ed elaborando un piano di aiuti che possa far ripartire il comparto", si legge nel documento.

"Al momento, dai bonus statali previsti, sono state tagliate fuori tutte le strutture private ed indipendenti organizzate in forma di 'associazioni culturali', escludendo di fatto un numero altissimo di operatori culturali che da sempre, occupandosi di produzione, promozione e formazione di artisti e di pubblico, ha rappresentato e rappresenta la vera spina dorsale del comparto spettacolo e cultura".

"Le strutture teatrali che compongono questo coordinamento, operando prevalentemente sul territorio, contano, in totale, oltre 10.000 associati, realizzano 8 stagioni teatrali ogni anno che spaziano dal teatro di nuova drammaturgia e contemporaneo a quello classico e di tradizione dialettale popolare, fino a quello dedicato alle famiglie e ai bambini per un totale di oltre 200 repliche. Nell'ambito della formazione teatrale, possono contare circa 40 tra laboratori, seminari e workshop per un totale di oltre 400 partecipanti attivi".

"Tutto questo - precisano - ha un costo, in termini di fatica, impegno artistico e coinvolgimento di operatori culturali. Si pensi anche soltanto alle spese di affitto ed utenze varie che da marzo 2020 continuano a gravare sulle strutture senza poter contare, allo stato attuale, su alcuna sospensione, contributo da enti pubblici o entrata economica, rendendo la sopravvivenza degli spazi pressoché insostenibile". Per scongiurare l'inevitabile e disastrosa chiusura definitiva delle strutture  nasce il Coordinamento che, come primo atto formale, chiede, il prima possibile, un incontro con i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni (Comune, Provincia, Regione, Consorzio TPP) allo scopo di illustrare nel dettaglio l'emergenza in questione e discutere con loro uno specifico piano di azioni e proposte concrete da attuare.

I macro obiettivi del Coorinamento saranno, in breve, amplificare le relazioni tra le quattro strutture per creare sinergie legate all'attività delle stesse;  creare strategie comuni per poter intercettare fondi regionali e/o ministeriali per fronteggiare la crisi economica; coordinare le attività in fase di riapertura delle strutture a fine emergenza Covid 19, cercando, per quanto possibile, la creazione di un cartellone condiviso che preveda info e promozione comuni, allo scopo di favorire la fruizione per il pubblico ed aumentare l'offerta artistica a disposizione della città.

"Il coordinamento è costituito dalle quattro realtà indipendenti, ma non esclude, in futuro, una apertura alle altre numerose realtà artistiche del territorio che ugualmente si trovano a vivere l'emergenza o che vogliano instaurare un dialogo costruttivo quando l'emergenza sarà superata", conclude il documento. 

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