Domenica, 19 Settembre 2021
Attualità Torremaggiore

La paura, il ricovero in ospedale e il ritorno a casa. Coniugi ringraziano i medici: "Sarete sempre nel nostro cuore"

La storia di due coniugi di Torremaggiore, ricoverati in ospedale per diversi giorni e dimessi due giorni fa, che ringraziano il personale medico dell'ospedale di San Severo per la grande professionalità e umanità dimostrata nella cura dei pazienti: "Per loro assistere un malato non è una semplice professione, ma una missione"

Immagine di repertorio (Ph. Ansa)

“Abbiamo trovato una realtà che non ci saremmo mai aspettati e immaginati di trovare, ottima ospitalità, notevole competenza e professionalità, ma soprattutto tanta umanità”. Sono le parole che Luigi e Antonietta (nomi di fantasia) declinano per raccontare la propria esperienza con il Covid-19.

Due coniugi di Torremaggiore che hanno visto da vicino il mostro Sars-Cov-2 e lo hanno sconfitto (Antonietta è ancora positiva, ma in via di guarigione). Un’esperienza che li ha portati a riflettere, ma soprattutto indotti a portare alla luce ancora una volta l’immenso sforzo profuso dal personale medico negli ospedali della Puglia e di tutta Italia da un anno a questa parte. “Si sente spesso in giro di pazienti maltrattati, caos tra i reparti, denunce, io e mio marito invece abbiamo visto una grande umanità tra i reparti Covid”, racconta Antonietta.

È tornata a casa due giorni fa, dopo ben venti di ricovero presso l’ospedale ‘Masselli Mascia’ di San Severo. È cominciato tutto con una febbre, dolori e sintomi riconducibili all’infezione da Covid. Il successivo tampone ha confermato quanto Antonietta temeva: positiva. I problemi respiratori sopraggiunti nel giro di pochi giorni hanno richiesto il ricovero in uno dei reparti Covid dell’ospedale di San Severo. Fortunatamente, per Antonietta non si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva, ma sono stati giorni duri: “La cura antivirale alla quale sono stata sottoposta ha fatto sì che l’infezione non si aggravasse, ma per alcuni giorni ho avuto bisogno dell’ossigeno”. Dopo pochi giorni, anche per suo marito si è reso necessario il ricovero, ma nel suo caso l’infezione presentava un livello di gravità inferiore: “Aveva una forte tosse che causava spossatezza e alcuni valori anomali, per questo anche lui è stato ricoverato. Nel caso suo si è provveduto a un altro tipo di trattamento e fortunatamente ne è uscito bene, siamo stati dimessi insieme il 9 marzo”, continua Antonella.

Ma al di là del lieto fine, c’è un aspetto che ha profondamente colpito i due coniugi, l’elevata professionalità e umanità del personale medico: “Ci tengo a sottolinearlo, perché non pensavo di trovare così tanta empatia e vicinanza da parte di tutti, medici, infermieri, oss. Il reparto Covid sembra quasi la scenografia di un film di fantascienza, vedi queste persone bardate dalla testa ai piedi. Sembrano degli astronauti, non sai che volto hanno, eppure fanno di tutto per rasserenarti, darti conforto. Il malato sente di avere accanto una persona che ti vuole dare una mano e questo è fondamentale in quei momenti così delicati. Percepisci che assistere un malato non è una semplice professione, ma una missione. Grazie a loro non abbiamo neppure avvertito il peso dell’assenza di parenti. Sono loro che si sostituiscono. Distaccarci da loro, una volta dimessi, ci ha quasi immalinconiti. Queste persone avranno sempre un posto nel nostro cuore”.

Quella di Antonietta è una delle migliaia di testimonianze di persone che hanno incontrato da vicino il Covid e dovuto sostenere una ardua battaglia. Ma non fa mai male raccontarle, specie a chi tende ancora a minimizzare gli effetti del virus: “Io ero una di quelle che minimizzavo. Sono sempre stata bene, anzi, ero più preoccupata per mio marito che ha qualche patologia pregressa. Ho sempre pensato che lui potesse rischiare di più, invece il virus ha creato più problemi a me. Non avrei mai pensato neppure di contrarre l’infezione, anche perché sono sempre stata attenta. Nella nostra attività commerciale utilizziamo la doppia mascherina, effettuiamo la sanificazione di frequente, eppure il virus ci ha beccati”.

Quel virus che Antonietta definisce “balordo”, non a torto: “È assurdo, imprevedibile. Non agisce mai allo stesso modo, ti puoi aspettare di tutto. Per questo, proprio perché io in primis tendevo a minimizzare, dico a tutti di fare molta attenzione. Guai a essere superficiali”.  

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