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Il Coronavirus interrompe il segno di pace nelle chiese di Foggia. Mons. Pelvi a sacerdoti e cappellani: "Collaborate"

Mons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo della diocesi Foggia-Bovino invita a non organizzare pellegrinaggi, ad evitare lo scambio della pace, a ricevere la comunione sulla mano e a togliere l'acqua lustrale dalle acquasantiere.

Foto di repertorio

L'emergenza sanitaria COVID-19 non risparmia nemmeno la fede. Sette morti e quasi 300 contagi in Italia, di cui due a Palermo, una coppia di turisti provenienti da Bergamo, hanno spinto l'arcivescovo dell'Arcidiocesi Foggia-Bovino Mons. Vincenzo Pelvi, a disporre di non organizzare in questo periodo gite di pellegrinaggi di qualsiasi genere, di evitare lo scambio della pace durante le celebrazioni eucaristiche e di ricevere la Comunione sulla mano. "Sia tolta anche l'acqua lustrale dalle acquasantiere presenti nelle chiese" precisa.

"Quanto disposto non vuole creare allarmismi ma esprime solo prudenza e precauzione. Chiedo a tutti i sacerdoti, parroci, cappellani e rettori di chiese, di assumere un atteggiamento di collaborazione nei confronti di coloro che hanno la responsabilità della salute pubblica.

La decisione arriva dopo il comunicato ufficiale della presidenza della Conferenza Episcopale Italiana - che oltre all'impegno della preghiera e di un sano realismo per ridare fiducia e speranza alla gente, ha espresso "piena collaborazione con le competenti autorità dello Stato e delle Regioni per contenere il rischio epidemico: la disponibilità al riguardo, intende essere massima, nella ricezione delle disposizioni emanate". Il Consiglio dei Ministri aveva dato disposizioni categoriche in materia, sospendendo manifestazioni ed eventi, anche di carattere religioso e i viaggi d'istruzione.

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