Contagi nella casa di riposo di Ascoli, l'Asl si difende e passa al contrattacco: "Grave mancanza, attività a rischio"

L'azienda sanitaria locale fa il punto sulla situazione della casa di riposo ‘Don Paolo Sannella’ di Ascoli Satriano. E in materia di responsabilità evidenzia: "La società che gestisce la struttura non ha presentato alla Asl alcun atto amministrativo che attesti l’avvenuta autorizzazione"

Immagine di repertorio

Criticità registrate nella casa di riposo per anziani ‘Don Paolo Sannella’ di Ascoli Satriano, la Asl Foggia interviene per chiarire alcuni aspetti, circa responsabilità e richieste di intervento, “a tutela dell’immagine della Asl Foggia e dei suoi operatori, impegnati strenuamente, da mesi, nelle attività di contenimento del contagio da Covid-19”.

Non solo, la stessa azienda ribalta la questione in materia di responsabilità, evidenziando come "la società che gestisce la casa di riposo non ha presentato alla Asl alcun atto amministrativo che attesti l’avvenuta autorizzazione allo svolgimento delle attività, né l’iscrizione nell’elenco regionale". Una grave mancanza che potrebbe "impedire il proseguimento delle attività".

“Le case di riposo sono normate dalla Legge Regionale n. 19 del 2006 che subordina l’esercizio delle attività al rilascio di una autorizzazione da parte del Comune di pertinenza e alla successiva iscrizione in un apposito registro regionale. Sempre la stessa legge assegna al Comune l’onere della vigilanza: "Il comune competente per territorio esercita attività di vigilanza sulle strutture e sui servizi socio-assistenziali avvalendosi, per gli aspetti di natura sanitaria, dei servizi della Asl competente per territorio (art. n. 61, Legge Regionale n. 19 del 2006)’. In realtà, né dal Comune di Ascoli Satriano che ha per legge il compito di autorizzare e svolgere gli opportuni controlli e verifiche, né dalla stessa casa di riposo, è giunta alla Asl alcuna segnalazione relativa a criticità di natura sanitaria, né richiesta di intervento”, spiega l’azienda in una nota stampa.

“La Asl si è potuta attivare per prendere in carico le questioni sanitarie, e lo ha fatto tempestivamente, il 1° ottobre, solo a seguito della positività di una ospite sintomatica trasferita al Policlinico Riuniti di Foggia nello stesso giorno dell'insorgenza dei sintomi. È stato, infatti, il Servizio di igiene e sicurezza pubblica (S.I.S.P.) a contattare la casa di riposo: in breve tempo sono stati predisposti i tamponi per ricerca Sars Cov 2 per tutti gli ospiti e gli operatori della struttura, isolati i positivi, attivate le procedure di monitoraggio e di sorveglianza attiva secondo i protocolli già codificati nella prima fase emergenziale. Contestualmente è intervenuto, come da protocollo, il Dipartimento di prevenzione”, continua.

“È utile precisare che già il 29 aprile scorso i tecnici della Prevenzione avevano effettuato un sopralluogo presso la struttura come in tutte le altre strutture residenziali della provincia di Foggia. Il controllo, considerato che era in atto la fase acuta dell’emergenza, era finalizzato prioritariamente a verificare che nelle strutture fossero stati attivati tutti i protocolli di sicurezza in ottemperanza alle disposizioni ministeriali e regionali in materia di prevenzione, contrasto e contenimento dell’emergenza epidemiologica. Nel corso del sopralluogo erano state rilevate alcune carenze, per superare le quali il dipartimento aveva provveduto a prescrivere una serie di disposizioni operative, concordate proprio con il sindaco di Ascoli Satriano”.

“Il successivo 19 giugno, i tecnici della Asl hanno effettuato un nuovo sopralluogo nel corso del quale è stato accertato che la struttura aveva eliminato le criticità precedentemente segnalate. Giunta la segnalazione del caso positivo, come detto, il Dipartimento di prevenzione è intervenuto nuovamente e, con l’ispezione del 4 ottobre, ha anche chiesto al gestore la documentazione amministrativa attestante l’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Nonostante tale richiesta e la successiva “diffida ad adempiere”, ad oggi la società che gestisce la casa di riposo per anziani ‘Don Paolo Sannella’ di Ascoli Satriano non ha presentato alla Asl alcun atto amministrativo che attesti l’avvenuta autorizzazione allo svolgimento delle attività, né l’iscrizione nell’elenco regionale”.

“La Asl resta in attesa della documentazione. L’eventuale assenza rappresenterebbe una grave omissione in quanto impedirebbe il proseguimento delle attività con una ricaduta altrettanto grave in termini di responsabilità. Nell’ambito dell’ultimo controllo, inoltre, è stato accertato che nella struttura non era rispettato lo standard organizzativo relativo al numero di operatori impiegati. La Asl Foggia continua a monitorare la situazione della struttura dal punto di vista sanitario in modo da contenere al massimo il contagio".

"Nel contempo è impegnata, attraverso le strutture competenti, a informare e a segnalare puntualmente agli organi preposti, compresa l’amministrazione comunale di Ascoli Satriano, le carenze rilevate e gli eventuali provvedimenti da adottare. Dal punto di vista sanitario la Asl e i suoi operatori non hanno mai abbandonato gli ospiti della casa di riposo di Ascoli Satriano, interfacciandosi con continuità con i responsabili della casa di riposo".

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"Le affermazioni fatte sui social dal sindaco di Ascoli Satriano che, per legge, ha il compito di assicurare la corretta vigilanza su quella struttura, non solo sono lesive dell’immagine della Asl e dei suoi operatori, ma rivelano anche una scarsa conoscenza delle norme e dei regolamenti", conclude.

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