La scuola Covid è nel caos, l'istruzione diventa 'on demand': “Non possono essere le famiglie a valutarne il rischio"

L'affondo di Flc Cgil Foggia: “Pretendiamo che venga garantito il diritto alla salute, all’istruzione e alla sicurezza per tutti i soggetti che vivono il mondo della scuola. Servono soluzioni efficaci e condivise"

Immagine di repertorio

Tra querelle burocratiche, e quindi l’ultima ordinanza della Regione Puglia, l’obbligo dell'istruzione è di fatto eliminato: diventa facoltativo e le scuole sono ancor di più nel caos ed in difficoltà.

“Con l’ultima ordinanza si è persa sicuramente l’occasione di far chiarezza e prendersi le giuste responsabilità che vengono invece puntualmente scaricate su famiglie,  alunni e lavoratori”, spiega la Flc Cgil di Foggia in una nota. “Non possono essere i genitori a valutare il ‘rischio’ di mandare il proprio figlio a scuola, così come non è possibile, ovviamente, per un lavoratore scegliere di andare a lavorare o meno in base a percezioni soggettive”.

"Ci sono Dpcm che vengono scritti (e riscritti) in base a dati e previsioni in continuo mutamento e si dispongono prescrizioni precise di volta in volta. Ci sono poi ordinanze regionali che possono essere anche più restrittive, ma che devono basarsi sempre su dati chiari e dare disposizioni altrettanto chiare. Da marzo - prosegue la nota della Federazione lavoratori della conoscenza - abbiamo chiesto un maggior investimento di risorse per mettere in sicurezza le scuole, per  garantire un organico idoneo ad affrontare la riapertura a settembre e scongiurare il più possibile il ricorso alla didattica d’emergenza perché, così come applicata, ha creato evidenti disuguaglianze nell’accesso al diritto all’istruzione e sembra diventata, pericolosamente, la panacea ad ataviche mancanze”.

“Abbiamo chiesto che venisse evitata la chiusura degli istituti scolastici, ritenendo la scuola pilastro per la tenuta e il progresso sociale della nazione. E’ evidente che, al posto di condividere esperienze, elaborare strategie efficaci, investire adeguatamente risorse, è stato più semplice spostare l’attenzione sui banchi a rotelle o, strumentalmente, sulla questione docenti e test sierologici di fine agosto. E’ evidente che oggi qualcuno è in difficoltà ad ammettere che forse il sistema pensato non regge e se al  momento non ci sono più situazioni di sicurezza bisogna dirlo chiaramente e agire con responsabilità e chiarezza”.

“Da parte nostra, come sindacato di categoria, pretendiamo che venga garantito il diritto alla salute, all’istruzione e  alla sicurezza nelle nostre scuole per tutti i soggetti! Non dimentichiamo che il personale della scuola tutto, di ogni ordine e grado, da settembre, ogni giorno è a scuola (in presenza) seguendo un protocollo di sicurezza nazionale e le relative disposizioni stabilite nelle singole istituzioni scolastiche che sono state scritte in base alla situazione e ai dati dell'estate  appena trascorsa e ad oggi evidentemente cambiati. Non si può gestire una situazione così delicata senza coinvolgere i soggetti interessati: è necessario riavvolgere il nastro, chiarire e confrontarsi con chi è dentro le scuole e trovare insieme soluzioni efficaci e condivise”.

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