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Lunedì, 4 Luglio 2022

Antigone pensa ai detenuti e chiama la politica: “Manca il contatto con il territorio”

Cala il numero dei reclusi rispetto alla visita di due anni fa, ma sono molti gli ospiti con patologie psichiatriche. "Gli agenti non sono pochi", affermano le osservatrici, "ma il loro ruolo deve essere valorizzato anche a livello economico"

“Superata l’emergenza Covid, è tempo di ripartire e dare più opportunità a questo carcere”. A dirlo sono Maria Pia Scarciglia e Francesca Pastore, entrate oggi nell’istituto di pena di Foggia, in qualità di osservatrici di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale. Hanno incontrato la direttrice della casa circondariale, Giulia Magliulo, e il comandante, commissario capo Giovanni De Candia, che le ha accompagnate per tutto il corso della visita.

“Abbiamo trovato un carcere con un minor numero di ospiti rispetto all’ultima visita del 2020 – afferma Maria Pia Scarciglia - una struttura che ha bisogno di manutenzione ordinaria, di interventi importanti che sono stati effettuati solo sul nuovo padiglione. Abbiamo trovato numerosi ospiti con patologie psichiatriche, anche molti tossicodipendenti. Crediamo, però, che la questione dirimente per questo carcere sia il contatto con il territorio. Probabilmente, il territorio, la politica prima di tutto, dovrebbe cercare di attenzionare maggiormente questo luogo, perché il carcere è un pezzo di città. Pochi sono gli inserimenti sul territorio al livello lavorativo, i detenuti lavoranti operano tutti per l’amministrazione penitenziaria”.

“Tre educatori sono pochi per una presa in carico efficace”, aggiunge l’osservatrice Francesca Pastore. Ma secondo l'associazione non sono pochi gli agenti di polizia penitenziaria, protagonisti di protesta all'ordine del giorno. “Certamente lavorare in contesti come questo è particolarmente difficile, noi lo diciamo sempre, è un ruolo che andrebbe valorizzato al meglio – afferma Maria Pia Scarciglia - la pianta organica del carcere di Foggia prevede 261 agenti e noi ne abbiamo trovati presenti 255. Più che un problema numerico, è un problema legato magari anche all’anzianità degli agenti rispetto al carico stressante di lavoro che richiede forse anche una maggiore considerazione a livello economico”.

Sinistra Italia Foggia ha dato una mano dal punto di vista logistico alle osservatrici arrivate a Foggia e “appoggia pienamente Antigone nel suo lavoro di denuncia delle condizioni dei e delle detenute”, che continuano ad essere non idonee secondo il segretario provinciale Mario Nobile e, “a volte, come nel caso dei detenuti con problemi psichiatrici ed affetti da tossicodipendenze, offensive della dignità umana”. Giudica particolarmente significativa la denuncia in relazione alla carenza di percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, “circostanza che non solo tradisce la funzione rieducativa della pena, ma soprattutto non consente a coloro che hanno commesso dei reati per motivi economici di uscire dalla trappola della povertà e, quindi, di liberarsi dal giogo della criminalità, spesso di quella organizzata”.

È il segretario di Sinistra Italiana a mostrare una piccola struttura proprio di fronte al carcere che dovrebbe essere destinata a sala di attesa dei familiari e che, invece, “si trova in totale stato di degrado, piena di rifiuti e con panche divelte”. La struttura, ripresa nel video, probabilmente, non dipende dal ministero della Giustizia. Nobile segnala anche un focolaio Covid nell’ala femminile ed evidenza la presenza di una grande area verde che potrebbe essere utile per le visite estive, purtroppo totalmente inutilizzata.

“Il territorio, le istituzioni e gran parte di forze politiche e sociali continuano ad essere lontane anni luce dal carcere, percependolo come un luogo staccato dal mondo esterno, ignorato  - afferma - noi di Sinistra Italiana Foggia la pensiamo diversamente e per questo continueremo, anche grazie allo straordinario lavoro dell'associazione Antigone, a tenere alta l'attenzione sulla condizione della popolazione carceraria”.

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