"Ennesimo scempio". Ambientalisti bocciano il progetto milionario della superstrada del Gargano: "Non è questa la strada giusta"

Il WWF Foggia ribadisce la sua contrarietà per l’ennesimo scempio ambientale e paesaggistico che incombe sul Gargano: "NO al completamento della SSV 693 del Gargano. SI alla messa in sicurezza dell’esistente"

Nonostante le rassicurazioni del sottosegretario Traversi, "l'opera dovrà essere integrata nel paesaggio. Abbiamo già avuto dei confronti con l'ente Parco", il Wwf Foggia boccia il progetto della superstrada del Gargano che potrebbe valere 800 milioni di euro secondo una stima fatta dall'Anas. 

L'opera di completamento della strada statale a scorrimento veloce 693 della Montagna del Sole, secondo l'associazione ambientalista, "strizza l'occhio agli anni 60-70 quando si pensava che il cemento e le infrastrutture fossero fondamentali per lo sviluppo di un territorio".

"Ma - puntualizzano - siamo nel 2020 e in questo millennio la popolazione mondiale sa benissimo che negli ultimi 50 anni abbiamo perso il 68% delle specie animali (recenti sono i dati forniti dal Living Planet Report  durante la 75esima Assemblea generale delle Nazioni Unite), ma numerosi restano ancora gli obiettivi da raggiungere di sviluppo sostenibile dell'agenda 2030, dell'accordo di Parigi sul clima e della Convenzione sulla diversità biologica".

Ergo, aggiungono, "mentre nel mondo fa scuola la sensibilità di un adolescente che “non ha più un futuro”, noi che facciamo? Proponiamo strade per il trasporto su gomma. Queste sono le idee brillanti e innovative che il mondo politico riesce a escogitare per nostro territorio? Aspetti globali non di secondo piano a livello locale se teniamo presente che siamo nel territorio del Parco Nazionale del Gargano, istituito proprio per proporre alternative di sviluppo sostenibile e per creare nuovi modelli di governance" spiegano

Rispetto alle motivazioni spiegate in conferenza stampa dal Movimento Cinquestelle alla presenza del sottosegretario delle Infrastrutture e Trasporti Roberto Traversi, il WWF analizza alcune dichiarazioni: "Si parla di “alta velocità a disposizione del cittadino” e di “raggiungere l’aeroporto più vicino entro un’ora” frasi che nel 2020 appaiono decisamente anacronistiche se pensiamo che stiamo parlando di trasporti su gomma (!). Si racconta che questa opera sarà utile per il turismo balneare e religioso, senza tenere presente che i comuni interessati hanno da anni costantemente il sold out e che il loro problema maggiore è l’indisponibilità di parcheggi per le automobili con la conseguente diffusione del fenomeno del parcheggio abusivo che va alimentare le casse della malavita. Vogliamo trasformare il Gargano in un autosilo o puntare ad una mobilità più sostenibile?

Per il WWF Foggia il completamento della SSV non è fondamentale per lo sviluppo del territorio. "Il turista viene qui per i paesaggi e la natura e non vuole le gallerie o i disboscamenti, pensiamo piuttosto che solo i residenti possano beneficiare giornalmente di una riorganizzazione della rete stradale ma, mettendo in sicurezza l'esistente e dando la possibilità di evitare la pendolarità (mettendo in atto dei seri provvedimenti di stabilizzazione dei lavoratori garganici) si potrebbe sicuramente migliorare la qualità della vita dei residenti".

Quindi, proseguono, "ancora sul Gargano “si guarda il dito invece della Luna”. "Le nuove tratte andranno a distruggere habitat di estremo valore naturalistico e l'impatto ambientale sarà enorme sulla biodiversità se pensiamo che costruire una strada (e servizi annessi come stazioni di servizio etc.) vuol dire anche interferire con la rete ecologica, il reticolo idrografico, il rischio idrogeologico, il consumo di suolo, il paesaggio, etc. In tutto questo marasma abbiamo ancora un ente Parco assente, che vedrà parte del suo patrimonio ambientale deturpato (la strada passerà anche attraverso riconosciuti boschi vetusti ricchi di alberi monumentali)."

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"Concludendo, secondo il rapporto del WWF International, i leader mondiali d'ora in poi dovranno fare riferimento al modello "behind the curve" che prevede la conservazione dell'attuale patrimonio rimasto e la creazione di un sistema più sostenibile. Siamo davvero convinti che “l’alta velocità” stradale nel 2020 sia il percorso giusto da intraprendere?"

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