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Lunedì, 16 Maggio 2022
Attualità

Il silenzio che non fa bene a Foggia

Il commissario Marilisa Magno del Comune di Foggia non risponde alle domande dei giornalisti e ai foggiani risponde soltanto con gli atti amministrativi. Il punto del direttore

Se ci avessero detto che ripulire la città dalle incrostazioni e dal marciume, evidenti, attraverso l’attività di una commissione straordinaria, avrebbe significato per di più un aumento dei costi (vedi la sosta tariffata) e un depennamento di alcuni servizi utili alla collettività (vedi la chiusura delle scuola comunali dell’infanzia), certamente qualcuno avrebbe obiettato sul fatto che il lavoro dei commissari sarebbe stato più proficuo di un qualsiasi governo cittadino eletto dal popolo.

Si era detto che dalle macerie avremmo dovuto ricostruire Foggia e auspicato che l’opera di Marilisa Magno e degli altri due commissari non prevedesse un aumento o un taglio dei servizi. Tuttavia, eravamo certi del contrario, tenuto conto delle recenti esperienze di comuni commissariati e sciolti per infiltrazioni mafiose. 

Eppure, a distanza di qualche mese, c’è chi comincia a borbottare dimostrando di non gradire affatto l’operato della commissione straordinaria. E non è un bel segnale. Non lo è, oltretutto, alla luce della linea adottata da Magno, di non rispondere alle domande dei giornalisti (longa manus del popolo) e di parlare ai contribuenti foggiani esclusivamente con gli atti amministrativi. Una filosofia che stride con le richieste che lo Stato ha avanzato alla comunità in termini di partecipazione e denunce; un atteggiamento reticente che non condividiamo per nulla.

Riteniamo invece che la commissione straordinaria debba utilizzare tutti i canali a disposizione dell’ente comunale per dialogare con la città. Debba, altresì, sottoporsi al giudizio dei cittadini e rispondere alle domande dei giornalisti, qualsiasi esse siano e in ogni contesto. 

Diversamente, a ciascuno non resterà che continuare a fare la propria parte nell’interesse esclusivo della comunità, nell’attesa di una nuova alba per Foggia. Possibilmente molto diversa da quella che ci siamo lasciati alle spalle, migliore di quella che nonostante tutto ci lasceranno i commissari.

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