"Come spiegare il coronavirus ai tuoi bambini"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Bisogna parlare dando le giuste informazioni ai bambini e non lasciar che loro apprendano solo dai media. Anche i bambini come gli adulti hanno bisogno di rassicurazioni, forse ancora di più, ecco perché è importante parlare con loro durante periodo di crisi e di incertezza. Mentre gli adulti in questo periodo di difficoltà riescono durante la giornata a dover occupare la propria mente nel trovare soluzioni, fare servizi, programmare il futuro, i bambini invece sono sintonizzati sopratutto sulle loro preoccupazioni. I bambini ascoltano molto quanto viene detto dagli adulti, ma ascoltano anche di più quanto viene dai social, dai video, ecc… . Questo significa che i bambini sono un’ottima fonte di disinformazione; quando non si conosce bene un argomento (vedi corona virus), molte informazioni che passano sono credibili, terrificanti ma spesso anche errate. L’epidemia del Coronavirus ha portato ansia e paura, come naturale che sia, ed è proprio in questo periodo di stress che noi abbiamo bisogno di cercare quanto più possibili informazioni, quindi certezze. Ecco una lista di consigli che possono essere utilizzati per migliorare la comunicazione, l’informazione e gestire le incertezze nei bambini: Ecco 10 cose da fare con i tuoi figli: Iniziamo a parlargli delle nostre preoccupazioni raccontando come ci sentiamo in questo momento. Quando abbiamo timore di qualcosa, se non lo comunichiamo a voce, i bambini percepiscono il nostro linguaggio non verbale. Parlare è la miglior soluzione per gestire in modo adeguato questa situazione e non permettere che tengano dentro di loro preoccupazioni non esprimendole. Prima di parlare, domandarci cosa è importante che i bambini sappiano? Cosa è importante che sappiano per la loro età? Cosa li aiuta a capire cosa sta succedendo nel mondo? È importante essere consapevoli che il modo di pensare e le preoccupazioni quindi, sono differenti da come le viviamo noi adulti. Magari noi siamo preoccupati per l’epidemia del virus, invece loro sono preoccupati per le conseguenze a scuola o in ansia per il ritorno in classe dopo varie settimane, o altro ancora. Ascoltare. È fondamentale riconoscere le loro preoccupazioni, conoscere quanto già sanno o cosa possono aver sentito da altri. Questo ci permette di conoscere sia le loro reali informazioni sia le potenziali fonti di disinformazione da limitare. Comunicare. Spiegare le cose chiaramente. Essere onesti. Non promettere che non si ammaleranno mai e che sono immuni a tutto. Bisogna promettere solo quello che si può offrire, che sarà fatto sempre tutto il possibile per tenerli al sicuro e che sarai lì per loro. Gestire la paura. La paura e l’ansia eccessiva non solo fanno “impazzire” le persone, ma debilitano anche il nostro sistema immunitario. Nei momenti difficili bisogna concentrarsi sulle soluzioni e sulle attività che possono portare a momenti piacevoli e positivi e non concentrarsi su rischi e pericoli. Spiegare perché si mettono in atto le precauzioni come il lavaggio delle mani o l’uso della mascherina. È utile spiegare come funziona la diffusione dei virus e quindi che le precauzioni sono fondamentali per stare bene, nonché usare degli escamotage per renderle anche divertenti. Ad esempio, ogni volta che dobbiamo lavare bene le mani per 20 secondi, possiamo cantare con loro una canzone divertente che duri 20 secondi. Parlare di come nei momenti difficili le persone hanno capacità di affrontare insieme il problema e di aiutarsi a vicenda, lavorando sulle emozioni e sulle condivisione-cooperazione. Mantenere la quotidianità il più normale possibile. Non rinunciare ai pasti o al vestirsi al mattino solo perché la scuola è chiusa; fare i compiti, le lezioni online, non perdere la routine quotidiana. Concedersi una pausa dai social media dal flusso costante di notizie COVID-19. Inserire nella giornata trasmissioni divertenti e rilassanti da vedere insieme, lettura di un libro, giochi di società, attività divertenti e cosi via.

dott. Carlo Robusto - Psicologo Foggia

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