Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Ciclo dei rifiuti, Puglia tra le regioni meno virtuose: "Servono impianti, non perdite di tempo"

Fabio Amati, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, commenta uno studio presentato al Forum di Cernobbio secondo il quale la Puglia è la seconda regione in Italia per quantità di rifiuti conferite in discarica: "Non sono gli impianti di trattamento dei rifiuti che inquinano l’aria ma le discariche. Non è solo la cattiva gestione del servizio che alimenta le tasse ma le proteste contro l’innovazione"

“Chi non ha gli impianti di trattamento dei rifiuti ha l’ambiente più lordo e paga una tassa rifiuti più salata. Siamo infatti al secondo posto, peggio di noi la Sicilia, nella classifica nazionale delle quantità di rifiuti conferite in discarica (47,5%). E il motivo di tutto questo è il credito che la maggior parte della classe politica attribuisce alle proteste politicanti di chi dice no a tutto. Quando capiremo che i rifiuti sono una ricchezza solo se associati agli impianti e che senza impianti si vanificano anche le pratiche virtuose della raccolta differenziata?”.
Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, commentando uno studio presentato al Forum di Cernobbio. 
“Non sono gli impianti di trattamento dei rifiuti che inquinano l’aria ma le discariche. Non è solo la cattiva gestione del servizio che alimenta le tasse ma le proteste contro l’innovazione. Lo studio presentato a Cernobbio dimostra che dove ci sono meno impianti la tassa sui rifiuti è più salata. Ovvio, sui costi pesa enormemente il trasporto verso gli impianti extraregione. 

E c’è un altro dato da considerare: secondo quanto dichiarato da Assoambiente sulla base dei dati Ispra ogni anno spariscono nel nulla oltre due milioni di tonnellate di spazzatura. Dove vanno? Li gestisce la criminalità e lucra su ciò che dovrebbe essere un risparmio per le tasche dei cittadini. 
Eppure c’è chi continua a dire no alla realizzazione degli impianti e chi, tra gli amministratori pubblici, strizza l’occhio invece di assumersi responsabilità. Del resto, nel Pnrr è scritto a chiare lettere: l’assenza di una rete integrata di impianti di raccolta e trattamento rifiuti è attribuibile all’insufficiente capacità di pianificazione delle regioni e in generale alla debolezza della governance. Per il pacchetto di misure legate all’economia circolare sono stati destinati all’Italia, e in particolar modo al Sud, più di cinque miliardi di euro. E’ tanto indispensabile quanto urgente realizzare gli impianti. Non si può essere inquinatori mascherati da ambientalisti”.

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