Foggia, sfogo dei genitori della 'Leopardi' a Emiliano: "Lei sta chiudendo le porte ai futuri medici e ricercatori”

Lo sfogo dei genitori degli alunni del Circolo Didattico 'Giacomo Leopardi' di Foggia, in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Michele Emiliano: "In altri paesi la tendenza è di non chiudere le scuole, soprattutto la primaria"

“La situazione delle scuole primarie non è mai stata critica, anzi sono state le prime e alla lettera ad adeguarsi alle linee guida del Miur per poter ripartire in sicurezza il 28 Settembre e i risultati sono evidenti: la scuola sta funzionando”. A parlare sono i genitori del XII Circolo didattico ‘Giacomo Leopardi’ di Foggia, che hanno inviato una lettera al presidente della Regione Michele Emiliano, in merito all’ordinanza con la quale è stata disposta, a partire da oggi, la chiusura di tutte le scuole della Regione, eccezion fatta per le scuole dell'infanzia. 

“L’ordinanza fa chiaramente riferimento ad una criticità pandemica della quale le scuole risultano essere a Suo dire, il covo. Nello specifico quella frequentata dai nostri figli, Scuola Infanzia e Primaria XII Circolo G. Leopardi Foggia, è assolutamente sicura, in relazione al momento pandemico. Bimbi e insegnanti ligi alle regole, classi rimodulate e arredate in maniera consona, con un grande impegno della dirigenza tutta, dei docenti e dei genitori, senza considerare gli sforzi economici sostenuti a livello nazionale. Tutto questo per tenerla aperta un solo mese?”

I genitori insistono: “Perché chiudere la scuola unico luogo deputato all’istruzione ed educazione, sempre, ma in maniera più essenziale in età pediatrica, e non pensare a formare in tutti questi mesi chi opera nella sanità e a oggi non è in grado di emettere neanche un certificato di rientro a scuola, nel timore di non saper riconoscere i sintomi da Covid-19 da una più nota influenza o raffreddamento? In tutto il paese Italia, o quasi, e in altri paesi europei la tendenza, anche nei territori dove vi è un’evidenza di casi in crescita esponenziale da Covid-19, è “non chiudere le scuole”, soprattutto la primaria. La ratio di tale scelta è evidentemente quella di preservare la scuola, fondamento della società e pilastro della personalità degli adulti di domani. Le famiglie non possono ancora diventare il Welfare State di un servizio essenziale quale la scuola”.

“Caro Governatore, questa pandemia potrà prolungarsi in un tempo che non conosciamo e Lei “sta chiudendo le porte ai futuri medici e ricercatori”. È davvero certo, Lei, che sospendere in modo indiscriminato la didattica in presenza possa effettivamente favorire il contenimento della circolazione del virus o, come invece noi crediamo, si rischia di moltiplicare le occasioni di contatto tra i più giovani, ma in assenza dei livelli di sicurezza che la scuola, per com’è oggi, garantisce?

È davvero certo – concludono i genitori degli alunni della Leopardi – che sospendere in modo indiscriminato la didattica in presenza pur nella consapevolezza dei considerevoli limiti di rete connessi alla DAD e alla DDI consenta effettivamente alla scuola di procedere? È davvero certo, Lei, caro Governatore, che sospendere in modo indiscriminato la didattica in presenza fosse, in questo momento, nelle nostre realtà scolastiche, una decisione inevitabile da assumere?”

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