Censimento campi nomadi: da Foggia l'ok a Salvini da chi opera al fianco dei rom di Arpinova

Antonio Vannella, presidente della cooperativa 'Giulia', condivide la decisione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini di censire i rom e i sinti dei campi nomadi. "Quello di Arpinova va chiuso"

Il campo nomadi di Arpinova

"L'abbiamo sempre detto ma la nostra voce era debole, oggi un ministro ha una voce più forte, i toni sono sì discutibili ma i contenuti fondamentali". La decisione di Matteo Salvini di censire rom e sinti che vivono nei campi nomadi incassa il sostegno di Antonio Vannella, presidente dell'associazione Opera Nomadi, da poco trasformata in cooperativa Giulia, che si occupa della gestione del trasporto scolastico di circa 80 bambini dal campo nomadi di Arpinova a Foggia e viceversa.

Questo perché, ci spiega, "da qui si deve ripartire per rendere reale una situazione fantasma; dai numeri, dalle esigenze e dai bisogni reali si potranno organizzare specifici progetti e capire quanti soldi realmente destinare". Duemila i rom presenti in provincia di Foggia, cinquanta le famiglie nell'unico campo autorizzato di Arpinova (prevalentemente macedoni), un centinaio quelle insediatesi in via Bari, nell'area a sinistra dopo il ponte. "Realtà mai censita" sottolinea Vannella.

"Sono allibito dalle polemiche strumentali di alcuni partiti, che pur non vivendo e non essendosi mai occupati di rom, oggi parlano di razzismo. Razzismo è mantenere una situazione di precarietà e di abbandono che noi denunciamo da molti anni e che le amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni non hanno mai risolto. Chi vuole mettere ordine non è razzista". L'impegno di Salvini  - secondo Antonio Vannella - certificherebbe il fallimento della politica, di quella che fino a ieri avrebbe chiuso più di un occhio "perché conveniva" e "perché nella confusione si preferice non assumersi alcuna responsabilità" spiega.

Vannella non intende girare lo sguardo dall'altra parte: "Benvenga Salvini" ribadisce. E ci confida che i rom non l'hanno presa di certo bene: "Mi attaccano, non hanno gradito il mio punto di vista ma sanno che quando mi rivolgo a loro dico di non aspettare gli aiuti del Comune e di avere il coraggio di lasciare e di prendere una casa in affitto in città, di pagare le utenze".

Da 150 a 50 famiglie in pochi anni, un calo che spinge Vannella a pensare che i tempi siano maturi per chiudere l'insediamento di Arpinova: "Se fissiamo delle scadenze le famiglie si possono organizzare e il Comune, attraverso un censimento, può  stabilire anche chi ha bisogno di un aiuto economico".

Il presidente della cooperativa 'Giulia' chiosa: "La mia linea resta quella di sempre, di vicinanza ad una popolazione abbandonata da anni, ma è pur vero che non ci si può più limitare a portare una coperta o un libro al bambino, bisogna fare di più, andare oltre e attuare una linea di intervento più matura".

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