Mercoledì, 29 Settembre 2021
Attualità Carpino

"Nessuna continuità", i fondatori del 'Carpino Folk Festival' prendono le distanze dalla nuova rassegna: "Solo speculazioni e parassitismo"

Dura nota dell'associazione dello storico festival sostituito nel 2019 dal 'Carpino in Folk' organizzato dall'Amministrazione Comunale: "Siamo estranei all'organizzazione del sedicente festival nato su iniziativa del sindaco"

"L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival è del tutto estranea all'organizzazione del sedicente festival, nato nel luglio 2019, su iniziativa del Sindaco del Comune di Carpino. L’escamotage usato a pretesto dal Sindaco era volto a fronteggiare il calo turistico dovuto, a suo dire, alla pausa che dal 2019 si erano presi gli organizzatori del CFF, il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni. La verità è che il Carpino Folk Festival è stato costretto a fermarsi, perché, visti i numeri in crescita, non poteva più proseguire con gli eventi in Piazza del Popolo, specie a fronte del parere contrario della Questura e stante la palese violazione delle norme di legge in materia di sicurezza, sanità, inquinamento acustico, sicurezza e igiene sugli ambienti di lavoro, di viabilità, etc.".

Comincia così il comunicato stampa degli organizzatori della storica rassegna interrotta due anni fa e sostituita dall'Amministrazione Comunale con il Carpino in Folk. Un nuovo festival dal quale l'Associazione fondata da Rocco Draicchio prende le distanze e lo fa senza usare mezzi termini. 

"Abbiamo tollerato anni di promesse disattese e abbiamo fatto investimenti diretti a spostare le serate centrali della manifestazione in un’area più sicura, ma davanti all’ennesimo impegno non onorato abbiamo detto basta e ci siamo fermati. Ci siamo fermati perché abbiamo rispetto della legge ma, soprattutto, perché abbiamo rispetto del nostro pubblico e non volevamo essere ricordati per quelli che sono andati avanti nonostante tutto e hanno partorito l’ennesima tragedia annunciata".

L'associazione rivendica il ruolo da protagonista assunto "nell'attuazione di programmi regionali e nazionali frutto dell'attività realizzata in tanti anni a Carpino e sul Gargano nell'interesse di tutto il movimento culturale pugliese, eppure, per fare un esempio, nei documenti della Strategia dell'Area interna del Gargano, il Carpino Folk Festival viene, nell'indifferenza di tutte le istituzioni coinvolte, con disinvoltura sostituito come evento più rilevante del territorio per lo sviluppo della strategia d'integrazione dell'offerta turistica sostenibile ed esperienziale da chi sta facendo appassire la socialità e il patrimonio musicale del territorio".

Il presidente Mario Pasquale Di Vieste non risparmia critiche: "Assistiamo a frustranti speculazioni, accostamenti forzati e funamboliche similitudini volte a confondere il pubblico e gli artisti. Un parassitismo che ha lo scopo di sfruttare quello che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha costruito in anni di duro lavoro. È innegabile, infatti, che la nostra rassegna si è guadagnata un posto di rilievo tra le più importanti manifestazioni regionali, del sud Italia e nazionali. È discutibile l'affidamento di finanziamenti pubblici, senza gara, per consentire di perpetuare tale speculazione nei nostri confronti. A tutela del nostro bagaglio e di quello che in tutti questi anni abbiamo costruito stiamo valutando, nostro malgrado, l'opportunità di rivolgerci sia in sede amministrativa che all'autorità giudiziaria per tutelare i nostri diritti e interessi".

"Adesso, dopo due anni di silenzio, è arrivato il momento di far sentire la nostra voce e prendere le distanze, rivendicando la nostra diversità e, soprattutto, la nostra libertà. Non è compito nostro esprimere giudizi e pareri ma la precisazione di oggi è doverosa, per correttezza nei confronti di chi fa affidamento sulla credibilità e sulla serietà che abbiamo ampiamente dimostrato in 23 edizioni consecutive. Il Carpino Folk Festival non è solo un festival musicale, è sudore e sangue, è condivisione, è voglia di comunicare la nostra terra e le nostre tradizioni e far comprendere quella ostinata speranza della buona gente del Sud che continua a sognare riscatti, risvegliandosi puntualmente delusa e amareggiata".

"Visti i continui e non pertinenti richiami agli ideali del fondatore del Carpino Folk Festival Rocco Draicchio, va affermato con forza che i principi che hanno mosso il lungimirante fondatore del Carpino Folk Festival, sono lontanissimi ed incompatibili rispetto al modus operandi a cui siamo costretti ad assistere. Questo - aggiunge Di Vieste - marca un punto di netta differenza con l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival che sull’eredità degli ideali di Rocco Draicchio, che non sono mai stati traditi, ha sempre mantenuto, caparbiamente e con grandi difficoltà, libertà e indipendenza culturale che, come risultato, hanno portato alla rinascita economica e culturale del luogo e, quindi, al riscatto sociale della nostra comunità, altro che urban regeneration per suonare il piffero dell'abbellimento del paese. D'ora in avanti nessuno potrà far finta di non saperlo, di non vedere, di non capire".

Infine, la chiosa indirizzata ai prossimi ospiti del Carpino in Folk: "Agli artisti che verranno a cantare "Bella Ciao" vogliamo dire per chiarezza e correttezza che chi gli ha firmato i contratti, nel novembre 2019, è stato investito del ruolo di segretario cittadino della Lega - Salvini Premier".

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