Venerdì, 14 Maggio 2021
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La Regione 'frena' la rinascita dell'Oda Teatro. Bonfitto: "Stop ci ha demotivati, ma non ci arrendiamo"

La concessione d'uso è andata alla Omnia Service Animation, che da 20 anni gestisce il Teatro Regio di Capitanata. Il nuovo corso è pronto sulla carta, ma è vincolato, per il finanziamento dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza della struttura, al bando della Regione Puglia 'Radici e Ali'. Che però è stato sospeso

Oda Teatro - Interno

Il progetto di rinascita dell’Oda Teatro di Foggia è fermo al palo. Nonostante la procedura per la concessione d'uso della struttura sia andata a buon fine, un nuovo ostacolo si è stagliato all’orizzonte. Come se la situazione pandemica e lo stop imposto all’intero settore non fosse già abbastanza.

La struttura, come è noto, è stata affidata, a titolo oneroso e in via provvisoria, alla Omnia Service Animation Srl, società navigata che ormai da 20 anni gestisce il Teatro Regio di Capitanata, ma si occupa anche di animazioni commerciali e spot pubblicitari. Il nuovo corso della struttura è pronto sulla carta, ma è vincolato - per quanto attiene al finanziamento dei lavori di recupero, ristrutturazione e messa in sicurezza della struttura - al partecipatissimo bando della Regione Puglia ‘Radici e Ali’.

E qui nasce il problema. “Sì, perché il bando è stato sospeso (non annullato, il che ci lascia uno spiraglio diCarlo Bonfitto1-2speranza) e, al momento, non abbiamo un piano B”, spiega a FoggiaToday Carlo Bonfitto (in foto) che, con il fratello Matteo, si è aggiudicato la gestione della struttura accollandosi un canone di 28mila euro all’anno, per un investimento stimato, nel complesso, in 1 milione di euro.

“Il bando è stato chiuso a settembre scorso, in piena pandemia. Noi saremmo stati operativi nell’arco di poco tempo, ma la Regione - per nostra sfortuna - ha sospeso quel bando (citato proprio nell’avviso della Provincia) con il quale contavamo di sostenere una buona parte dei tanti e gravosi lavori di cui necessita la struttura di Corso del Mezzogiorno, che ormai da 7 anni è in uno stato di abbandono totale. Siamo sospesi, in attesa della Regione che riapra i termini del finanziamento legato ai settori del teatro, cinema e luoghi di cultura”, spiega.

Ce n’è di lavoro da fare, prima poter pensare di aprire le porte del teatro alla città. Nel programma di ristrutturazione e riqualificazione della struttura, curato dall’ingegnere Luigi Giuseppe Santoro, sono previsti lavori radicali che riguarderanno sia l’aspetto strutturale (con un restyling della sala teatrale e un ampliamento generale degli spazi con realizzazione di un primo livello per sale laboratori e attività) che quello impiantistico (installazione di un impianto solare e rimodulazione completa di tutti gli impianti necessari, dal sistema antincendio a quello idrico ed elettrico, passando per riscaldamento e climatizzazione oltre agli aspetti tecnici legati alla gestione audio-video e luci).

“Per fare tutto ci vorranno dai 18 ai 24 mesi”, continua Bonfitto. “L’ideale sarebbe stato poter iniziare subito i lavori, così da ammortizzare questo periodo di inattività e farci trovare pronti nel momento in cui andare a teatro sarà nuovamente possibile”, continua Bonfitto. Lui, infatti, il nuovo corso dell’Oda Teatro (non è ancora chiaro se la denominazione della struttura potrà cambiare) ce l’ha ben chiaro in mente. A partire dalla rinnovata sala teatrale, da rivisitare sia nel palcoscenico che nella platea, dove prevede di inserire un secondo livello di posti per un totale di 380 poltrone.

“Non vogliamo pensare al teatro solo come al luogo di preparazione ed esibizione di spettacoli. C’è un progetto più ampio, figlio di una serie di collaborazioni che vorremmo stringere con le istituzioni, le associazioni e le scuole del territorio. Vogliamo rendere l’Oda un contenitore culturale aperto a tante attività, di incontro, di formazione, di scambio di esperienze; vorremmo aprire le porte ad attività televisive insieme ad altri partner che si occupano di questo sul territorio e dare la possibilità a quelle realtà che non hanno spazi propri di averne uno”, racconta.

“Vogliamo creare una struttura in grado di essere operativa dalla mattina alla sera, per creare anche opportunità di lavoro. I teatri non si sostengono solo con gli spettacoli o con sostegni pubblici: devono vivere di attività propria”. Accanto a tutto ciò ci sarà il teatro, “in tutte le sue forme, dal teatro classico al teatro ragazzi, ma anche cartelloni di musica e cabaret”, spiega Bonfitto che è anche il delegato regionale della Fita, la Federazione Italiana Teatro Amatoriale. “Abbiamo sempre avuto il desiderio di fare di più in questo settore, soprattutto in una città in cui gli spazi sono carenti o non adeguati. E l’Oda, non lo nascondo, è stato sempre nei miei pensieri”. Il bando della Provincia gli era sembrata, quindi, una occasione da cogliere al volo, nonostante sia consapevole dell’impresa che rappresenta.

“Questo nuovo rallentamento ci ha un po’ demotivato. Soprattutto alla luce del periodo già difficile che il settore sta vivendo. Nonostante le nostre attività siano ferme da più di un anno, avevamo coraggiosamente scelto di investire ancora di più sul territorio e ora non nego che la strada ci sembra più difficile e pesante. Questo ulteriore stop, non lo nego, non fa bene all’umore. Viviamo con difficoltà questo tempo, ma la pandemia non ha ancora cancellato il nostro desiderio di andare avanti”.

Oda Teatro Esterno-2

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