Maledetta primavera per i Campi Diomedei. Il lockdown rimanda il sogno del mega parco urbano. "Pronto in autunno"

Il lockdown fa slittare i lavori. Gli arredi resteranno in deposito e gli alberi nel vivaio per almeno altri quattro mesi. A breve ripartirà il cantiere. Già completati gli impianti elettrici e l'irrigazione

L'area cantiere del Parco Campi Diomedei

Il lockdown in primavera beffa due volte il parco urbano archeologico dei Campi Diomedei di Foggia. Le operazioni colturali slittano in autunno. Il cantiere sospeso causa Covid ha perso i mesi cruciali per la piantumazione degli alberi e la semina dei prati. I lavori nell'ex galoppatoio ripartiranno a breve, probabilmente già la settimana prossima e "termineranno compatibilmente con il decorso delle stagioni", come spiega il direttore del cantiere Ugo Fragassi, presidente della società cooperativa Ats Montemaggiore, capofila dell'associazione temporanea di imprese aggiudicataria che comprende la società cooperativa Delta Ambiente e Habitat Immobiliare. Gli adeguamenti anti-Covid sono già stati espletati. La ripresa è subordinata anche agli adempimenti della Soprintendenza relativi alla disponibilità della sorveglianza archeologica (affidata alla cooperativa Dauniarchè).

Di questi tempi, seminare i prati sarebbe un azzardo: "Richiederebbe una grossa quantità d'acqua - chiarisce Ugo Fragassi - Nella fase di attecchimento, l'erba, gli alberi, appena seminati o piantati, hanno bisogno di molta più acqua che durante il ciclo ordinario, e si corre il rischio di compromettere il risultato". Conviene aspettare l'autunno, anche perché quando riprenderanno i lavori bisognerà ripulire l'area del cantiere, perché nel frattempo l'erba è cresciuta (è visibile dalla recinzione), e le temperature saliranno. Nelle more, saranno ultimati altri interventi: "Bisogna completare i percorsi e montare i lampioni, non c'è molto da fare. Avevamo iniziato a piantare il primo lotto di alberi (sono due in tutto). C'è da piantare l'altro lotto e seminare il prato. Eravamo nel periodo giusto - racconta rammaricato il direttore generale del cantiere - Gli impianti elettrici e di irrigazione sono già stati completati, ho concordato proprio stamattina il trasporto e la consegna degli arredi che metteremo in deposito perché non possiamo montarli".

Gli alberi rimarranno nel vivaio per altri quattro mesi. A saperlo, senza affrettare le consegne, sarebbero costati meno ("Se avessimo saputo che non erano così urgenti, avremmo risparmiato"). La Soprintendenza deve esprimersi sulla copertura per il compound archeologico, che non è stata ancora scelta. Il progetto prevede, infatti, che una parte degli scavi archeologici rimanga visibile ed esposta, con un'adeguata copertura. La cooperativa Dauniarchè ha costantemente aggiornato la Soprintendenza riguardo ai ritrovamenti risalenti al neolitico.

A inizio maggio, il Comune di Foggia ha liquidato la somma di oltre un milione di euro relativa al terzo stato di avanzamento dei lavori (l'importo complessivo è di oltre 5 milioni di euro). In linea di massima, il Parco urbano è quasi pronto e in autunno potrebbe essere completato: "Siamo a buon punto - assicura Ugo Fragassi - manca poco".

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