Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il dramma di Carolina Picchio, uccisa dalla violenza delle parole. Il messaggio di suo padre: “Serve una guida per i giovani di oggi”

Al 'Pavoncelli' un convegno sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Gli studenti hanno ascoltato dalle parole di Paolo Picchio, la storia di Carolina, vittima di cyberbullismo e morta suicida nel gennaio del 2013

 

Carolina Picchio aveva solo 14 anni quando decise di togliersi la vita. Non poteva più sopportare i messaggi umilianti che riceveva quotidianamente. Una "perforazione" umana alla quale non riusciva più a opporsi. Quel video che la ritraeva in una festa, priva di sensi - forse per aver bevuto troppo - e molestata da alcuni ragazzi, ci mise poco a diventare virale. Ancor meno a rovinare la sua esistenza e quella della famiglia. Dal novembre del 2012 alla notte tra il 4 e il 5 gennaio 2013, la normale vita di una normale adolescente, si trasformò in un Inferno. Carolina quella notte di inizio gennaio decise che l'unico modo per uscirne fosse farla finita. 

A lei, nel 2017, fu dedicata la legge contro il bullismo e cyberbullismo, entrata in vigore ufficialmente il 18 giugno 2017. 

Paolo Picchio, il papà di Carolina, cinque anni fa ha fondato la Fondazione Carolina, e gira le scuole di tutta Italia per raccontare il dramma di sua figlia. Perché quello di Carolina non è un caso isolato. Perché il fenomeno del cyberbullismo è attuale, vivo. E serve indottrinare i giovani, far comprendere loro la gravità delle conseguenze che si possono generare con l'uso di un semplice smartphone.

"Le parole fanno più male delle botte. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessuno", è l'eredità che Carolina ha lasciato, nel biglietto di addio a suo padre. Parole che devono far riflettere. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
FoggiaToday è in caricamento