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Violenza sulle donne "emergenza nell'emergenza": per fermarla la Regione investe 1,8 milioni di euro per i centri antiviolenza

Pubblicato l’Avviso per la presentazione dei programmi antiviolenza. Barone: “Auspicio è che rispondano tutti gli Ambiti regionali per erogazione capillare dei servizi sull’intero territorio”

È stato pubblicato ieri il nuovo Avviso per la presentazione dei programmi antiviolenza da parte degli ambiti territoriali sociali, strumenti importanti per sostenere le attività dei Centri Antiviolenza, favorendo percorsi sempre più veloci, integrati ed efficaci per la presa in carico delle vittime di violenza. Lo annuncia l’assessora al Welfare Rosa Barone.

Per parteciparvi i centri antiviolenza regolarmente autorizzati al funzionamento e iscritti nel registro regionale, in possesso dei requisiti previsti, devono sottoporre il programma antiviolenza all’ambito di riferimento, o agli ambiti con i quali hanno stipulato forme di convenzionamento secondo quanto indicato dalla programmazione regionale. 

L’ambito, dopo aver aderito al programma presentato dal centro antiviolenza, lo candida al finanziamento regionale, assumendo la responsabilità della sua realizzazione mediante la sottoscrizione di apposito disciplinare con la Regione Puglia. L’Avviso ha una dotazione finanziaria di 1.800.000,00 euro.

“L’auspicio - dichiara Barone - è che all’Avviso rispondano tutti gli ambiti regionali, che hanno tempo fino al 31 luglio, perchè vorrebbe dire che ognuno di essi ha stipulato la convenzione con un Centro Antiviolenza, permettendo l’erogazione di servizi capillari sull’intero territorio. Saremo molto fiscali e determinati su questo, visto che per quello che riguarda la violenza sulle donne, a causa della pandemia si è creata un’emergenza nell’emergenza. Con questo avviso vogliamo dare continuità alle attività gestite dai centri antiviolenza in favore delle donne vittime di violenza, sole o con minori, attraverso progetti di presa in carico individualizzati per superare la situazione di disagio dovuta alla violenza subita: per il reinserimento socio-lavorativo e per accompagnare queste donne accompagnamento verso l’autonomia e l’autodeterminazione”.

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