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Festa grande per l'Avis di Lucera: 35 anni a servizio della comunità guardando al futuro

La città federiciana ha ospitato eventi, incontri e festeggiamenti per l'anniversario della sezione. Posata la prima pietra del monumento che l’Avis dona alla città

Il futuro dell’avis parte da Lucera, dove nei giorni scorsi è stato festeggiato il 35° anniversario della sezione comunale. Dal 10 al 12 febbraio la città federiciana ha ospitato eventi, incontri e festeggiamenti che hanno registrato la partecipazione della comunità cittadina, oltre che degli oltre 550 soci, dei 50 giovani avisini provenienti da tutta la Puglia, dei vertici nazionali e regionali dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue e dell’assessore regionale al Welfare Rosa Barone. 

“Siamo felici dei risultati raccolti in questi giorni e siamo grati ai donatori, ai volontari e alla città di Lucera per aver preso parte agli eventi organizzati per celebrare il passaggio all’età adulta della nostra sezione”, ha affermato Antonio Colatruglio, presidente dell’Avis comunale di Lucera.

IL MEETING DEI GIOVANI AVISINI E IL FUTURO DELL’AVIS - Il 10 e l’11 febbraio nei locali del Circolo Unione di Lucera si è svolto il meeting dei giovani avisini che ha visto la presenza di oltre cinquanta under 35 provenienti dalle sezioni Avis della Puglia.
I partecipanti suddivisi in tre gruppi di lavoro e coordinati dai facilitator di Moby Dick Ets - che hanno utilizzato tecniche di educazione non formale, in particolare il dialogo strutturato - si sono messi in gioco ponendosi domande e provando a proporre soluzioni per guardare al futuro dell’Avis, partendo da un’analisi dei bisogni del territorio. Il ruolo delle donne nell’Avis, la partecipazione dei giovani e la vita associativa sul territorio sono stati i tre ambiti esplorati dai gruppi di lavoro che hanno sottoposto domande e suggerito proposte al Presidente dell’Avis Nazionale Gianpietro Briola.
“I temi evidenziati dai giovani sono quelli che agitano anche me e riguardano tutte le realtà sociali. Un’associazione che guarda al futuro deve essere in grado di evolversi”, ha sostenuto il presidente Briola, che ha aggiunto: “Dobbiamo avere il coraggio di parlare con i giovani, spiegando loro come funziona la vita associativa, trasmettendogli i valori di solidarietà e condivisione che devono essere alla base del buon vivere civile e del rispetto reciproco. Senza mai tralasciare la formazione e le competenze, senza le quali rischiamo solo di fare dei danni”.

L’AVIS IN PUGLIA - Durante la full immersion di due giorni è emersa la necessità di sensibilizzare e coinvolgere sempre di più i giovani. Secondo i dati regionali, infatti, la maggior parte dei donatori è compresa nella fascia d’età tra i 45 e i 55 anni; soltanto il 15% dei donatori ha tra i 18 e i 25 anni. 
“Per far fronte al cambio generazionale stiamo implementando l’attività nelle scuole, per diffondere la cultura della donazione e coinvolgere giovani donatori”, ha sostenuto il presidente regionale Raffaele Romeo, affiancato dalla vice presidente regionale Luisa Sgarra e dal presidente provinciale Vincenzo Minischetti.

LA FESTA, IL GEMELLAGGIO E LA DONAZIONE DEL MONUMENTO ALLA CITTÀ - Le celebrazioni per il 35° anniversario della sezione AVIS di Lucera hanno visto la consegna di 50 benemerenze suddivise tra donatori che hanno superato 100, 70, 50 e 25 donazioni di sangue.
Ad arricchire i festeggiamenti è stato il gemellaggio tra l’Avis di Lucera e l’Avis di Ceccano, comune in provincia di Frosinone. A raccontare il legame tra i due comuni, che ruota intorno alle figure della contessa Margherita di Ceccano e di Giovanni Pipino di Barletta, è stato il dott. Alessandro De Troia.
La celebrazione dell’anniversario si è conclusa con la Santa Messa nella Cattedrale di Lucera in presenza di tutte le delegazioni e con la messa in posa della prima pietra del “monumento” che l’Avis ha deciso donare alla città: una panchina gigante posizionata nella Villa comunale, di fronte alla Fortezza Svevo-Angioina e sul Tavoliere di Puglia. Una panchina da cui guardare il panorama, l’orizzonte e il futuro.
Il monumento progettato dall’architetto Federica De Luca e dal geometra Giacomo Del Grosso, avrà le dimensioni di 4,45 metri x 2,53 x 3,14 e una struttura in pietra di Apricena, listelli e scala in gres porcellanato, e sarà interamente realizzato da maestranze locali che si sono messe a disposizione dell'associazione.

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