La mafia foggiana sul Guardian, oltremanica è ancora "emergente": "Le autorità di Roma l'hanno sottovalutata"

Il giornale britannico titola: "L'ondata criminale pugliese indica la comparsa della quinta mafia in Italia". Nell'articolo, il procuratore Ludovico Vaccaro e il capo della Dda Giuseppe Volpe ricostruiscono il fenomeno

L'articolo del Guardian (foto Alessio Mamo)

"È una mafia primitiva, che dà in pasto ai maiali i cadaveri per non lasciare traccia". Sono le parole del procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, che descrivono ai lettori d'oltremanica la mafia foggiana, in un articolo apparso oggi sul Guardian, a firma di Lorenzo Tondo, corrispondente dall'Italia per il quotidiano britannico.

Nella sezione notizie dall'Europa, The Guardian titola 'L'ondata criminale pugliese indica la comparsa della quinta mafia in Italia' (Puglia crimewave points to emergence of 'fifth' Italian mafia). L'articolo è corredato dalle foto di Alessio Mamo. Parte dall'attentato dinamitardo del 1° aprile scorso ai danni dell centro Il Sorriso di Stefano, gestito dai fratelli Luca e Cristian Vigilante ("I due sono testimoni chiave in due processi che coinvolgono un'organizzazione criminale che le autorità ritengono sia la 'quinta mafia' italiana") per poi ricostruire il fenomeno: "Accanto a Cosa Nostra in Sicilia, la 'Ndrangheta in Calabria, la Camorra a Napoli e la Sacra Corona Unita, gli investigatori hanno identificato una organizzazione criminale emergente pugliese che è rimasta sotto i loro radar per diversi anni".

Dopo tre attentati a gennaio e il primo omicidio dell'anno - si legge nell'articolo - è arrivata la conferma da parte del Governo dell'attività della mafia nel nord della Puglia: quando la ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, ha inviato l'antimafia avrebbe praticamente sancito la sua esistenza (intendendo che prima di allora il fenomeno era stato sottovalutato). Le dichiarazioni del procuratore capo Vaccaro chiariscono che si tratta di una mafia "relativamente giovane", "pericolosa": “I clan che compongono questa organizzazione sono stati incorporati in questo territorio per almeno 30 anni - ha dichiarato al corrispondente del Guardian - Non possiamo confrontarli con i gruppi storici mafiosi italiani come Cosa Nostra e 'Ndrangheta, ma è una mafia caratterizzata da un alto grado di aggressività e violenza".

Da qui il salto indietro di 30 anni, per risalire alle origini e inquadrare il fenomeno. "Oltre alla Società Foggiana - scrive Lorenzo Tondo - che beneficia di estorsioni e spaccio di droga, c'è il clan Cerignola, noto per i suoi furti di auto blindate e il contrabbando di cocaina, e un altro gruppo attivo intorno al Gargano, sullo sperone dello stivale italiano, i cui capi contrabbandano marijuana da i Balcani.​ Nel corso degli anni i pubblici ministeri si sono resi conto che avevano a che fare con una vera mafia - si legge nell'articolo - ma le autorità a Roma hanno continuato a sottovalutare la mafia dimenticata di Foggia come organizzazione di serie B".

Il capo della Direzione distretturale antimafia di Bari, Giuseppe Volpe, che contribuisce a chiarire i connotati della quinta mafia, evidenzia che la recente ondata di autobombe e attacchi incendiari contro imprenditori indica che i gruppi sono in crisi e "hanno bisogno di contanti". L'articolo menziona anche il caso irrisolto di Francesco Marcone, direttore dell'Ufficio del Registro di Foggia ucciso 25 anni fa, con la testimonianza della figlia Daniela, vice presidente di Libera contro le mafie.

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Chiude l'articolo Vaccaro, che imputa responsabilità anche al Governo, che ha tagliato tribunali e procure nella provincia di Foggia: "Lo Stato non è molto presente in quest'area, che sembra abbandonata e dimenticata - ha dichiarato Vaccaro al Guardian - Se vogliamo combattere (la mafia foggiana), dobbiamo convincere le persone che lo Stato è dalla loro parte, che è vicino e pronto a sostenerle. Ci sono voluti 30 anni per renderci conto che abbiamo a che fare con un gruppo mafioso serio. Non prendiamoci altri 30 anni per sconfiggerlo".

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