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"Una scoperta rilevante", resti di un anfiteatro a San Paolo di Civitate: "Evidenzia l'importanza della città in epoca romana"

Una straordinaria scoperta che potrebbe essere la punta dell'iceberg di una struttura ben più grande. L'anfiteatro risalirebbe al I-II secolo d.C. e confermerebbe l'importanza che rivestiva il municipio di Teanum Apulum

 

Il rinvenimento di un anfiteatro dell'epoca romana di Teanum apulum, risalente al primo/secondo secolo d. c., farebbe da apripista alla ricerca di una struttura ben più ampia rispetto a quella appena portata alla luce. I primi dubbi che sotto a quel terreno ci potessero essere dei resti antichissimi, vennero all'architetto di San Paolo di Civitate, Antonio De Cristofaro, appassionato di scavi archeologici, circa venti anni fa, quando arrivò a sospettare che il dislivello del terreno nascondesse qualcosa. In questi due decenni, anche se il sito venne segnalato, nessuno si impegnò ad andare a fondo. Negli ultimi anni, anche grazie all'attuale sindaco, De Cristofaro, ha trovato l'appoggio e l'assistenza anche grazie alla collaborazione con la sovrintendenza, fino all'inizio degli scavi che hanno riportato alla luce l'importante struttura romana. 

"Si tratta di una grande scoperta, perché evidenzia il ruolo rilevante che l'antico municipio di Teanum Apulum rivestiva nel I-II secolo d.C.", spiega l'archeologa  Raffaella Corvino. 

Come spiegano il soprintendente Architetto Maria Piccarreta e il dott. Domenico Oione "il monumento rinvenuto, sinora sconosciuto, rappresenta una testimonianza archeologica di straordinaria importanza per la città di San Paolo di Civitate e per la comprensione dell'assetto urbanistico del municipium di Teanum Apulum. Questo, con molta probabilità, è da collocarsi topograficamente nei pressi del circuito murario della città romana, come di consueto. L'insediamento daunio di Tiati era caratterizzato da un'occupazione di tipo sparso sulle alture di Coppa Mengoni, Pezze della Chiesa, Mezzana, Piani di Lauria e l'area compresa fra il Regio Tratturo 'Aquila-Foggia' e la Marana della Defensola. Nel corso del IV secolo a.C. la penetrazione sannita nel territorio di Tiati era tale che la città prese parte alla seconda guerra sannitica, alleandosi con i Sanniti contro Roma. La sconfitta nel 318 a.C. determinò un patto di alleanza tra Tiati e Roma e il territorio, confiscato ai ceti dirigenti indigeni anti-romani, fu dato in affitto all'aristocrazia locale filo-romana. La presenza di Roma portò ad una ristrutturazione del territorio, che cancellò gli insediamenti sparsi e l'abitato di Teanum Apulum fu concentrato in un'area ristretta tra Coppa Mengoni e Pezze della Chiesa. Nell'ambito della programmazione dei lavori pubblici 2017-2019 del Ministero è stato finanziato il progetto 'San Paolo di Civitate (FG): tombe daunie e strutture romane. Pronto intervento di scavo archeologico e completamento dello scavo e protezione'. 

Sono state condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia indagini archeologiche che hanno interessato parte dell'insediamento pluristratificato di Tiati-Teanum Apulum-Civitate, tutelato negli anni '90 ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Le attività si sono in parte concentrate nella zona in loc. Pezze della Chiesa in cui emergevano dal piano di campagna attuale resti evidenti di età romana: un ambiente voltato in opera cementizia con paramenti in opera laterizia, pertinenti a una struttura monumentale prospiciente il Regio Tratturo 'Aquila-Foggia' che si è rivelata essere uno degli accessi all'anfiteatro di Teanum Apulum. Gli interventi hanno consentito di riportare alla luce, inaspettatamente, una porzione dell'edificio pubblico, databile al I-II secolo d.C. La sua localizzazione non era nota nell'ambito delle strutture urbane della città romana. L'anfiteatro risulta costituito da murature imponenti, caratterizzate da un possente nucleo in opus caementicium e paramenti in opus latericium perfettamente conservati. Non permane purtroppo l'elevato della cavea, testimoniato dalla sola presenza di sporadici resti delle gradinate inferiori. Si conserva, invece, gran parte di uno degli accessi e la parte terminale della cavea. Al momento dell'abbandono, probabilmente in età tardoantica/altomedievale, l'anfiteatro fu oggetto di spolio e di distruzione e l'area fu verosimilmente riutilizzata come necropoli, come testimonierebbe la presenza di sporadiche tracce dell'impianto di sepolture nelle zone un tempo destinate alle gradinate della cavea. Indagini di più ampio respiro potranno consentire una maggiore comprensione dell'ampiezza del monumento nonché della sua capacità. Il proseguo dei lavori potrà mettere in luce ulteriori porzioni di quella che, al momento, risulta essere la più grande scoperta della città romana di Teanum Apulum di sempre". 

Le indagini archeologiche sono svolte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia: - Soprintendente ad interim arch. Maria Piccarreta, - RUP dott. Italo M. Muntoni, - Progettista e DL dott. Domenico Oione, - Direttore operativo geom. Enrico Cornetta, - Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione arch. Daniela Fabiano, - Funzionario restauratore Salvatore Patete - Assistente Tecnico Franco Racano.

I lavori di scavo sono stati affidati alla Ditta Nostoi Srl e si sono svolti in stretta collaborazione con l'Amministrazione comunale di San Paolo di Civitate, rappresentata dal Sindaco dr. Francesco Marino".

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