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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Case popolari nelle scuole dismesse, equivoco nella delibera dei commissari: "La Moscati non è affatto ex"

La dirigente scolastica dell'istituto chiede al Comune di Foggia di chiarire pubblicamente a quali locali si riferisca. La stessa dicitura è riportata anche nell'Accordo di Programma che sarà siglato con la Regione Puglia

La scuola Moscati "non è affatto ex". La dicitura riportata nella delibera della commissione straordinaria n. 49 del 23 dicembre e nello schema dell'Accordo di Programma tra Regione Puglia, Comune di Foggia e Arca Capitanata per la gestione dell'emergenza abitativa, facilmente consultabili nell'albo pretorio, ha creato scompiglio nella comunità scolastica e nelle famiglie.

Così come formulata dal capo di Gabinetto Maria Concetta Valentino, la proposta di deliberazione, approvata dai commissari Marilisa Magno, Rachele Grandolfo e Sebastiano Giangrande con i poteri del Consiglio comunale, parla di lavori di riqualificazione e ristrutturazione dell'ex scuola 'Lepore' in via Ordona-Lavello e dell'ex scuola 'Moscati' - testuali parole - di via Ugo La Malfa di proprietà comunale, da destinare ad alloggi popolari, prioritariamente per ospitare le famiglie dell'ex distretto e della palazzina pericolante nella terza traversa di via San Severo.

La formula dell'Accordo di Programma, approvato dal Comune di Foggia e ora anche dall'amministratore unico dell'Agenzia per la Casa e l'Abitare, Denny Pascarella (estraneo, peraltro, quanto la Regione all'individuazione degli immobili di cui si è occupata prettamente l'amministrazione comunale), ricalca esattamente quella utilizzata nella delibera.

Delle due una: o è stata indicata erroneamente e la scuola dismessa è un'altra, o più probabilmente, come ipotizzato anche dalla dirigente scolastica Antonella lo Surdo nella sua smentita, il Comune si riferisce ai locali assegnati più di dieci anni fa alla Moscati ma che non sono mai stati davvero nelle disponibilità della scuola, fino a pochi anni fa occupati dalla scuola materna comunale 'Chiara Lubich', quella sì ex, e dall'Ufficio Statistica. Il riferimento alla Moscati sarebbe allora fuorviante e avrebbe creato un discreto allarmismo. Spetta al Comune, evidentemente, chiarire l'equivoco.

"L'Ente locale spieghi a chiare lettere il misunderstanding relativo al coinvolgimento della scuola Moscati", tuona la dirigente dell'istituto comprensivo Catalano-Moscati, che si è vista costretta a diramare un comunicato per segnalare l'erroneo coinvolgimento della scuola secondaria, perfettamente funzionante. Ha fatto sapere di essersi  attivata tempestivamente per chiedere delucidazioni e un incontro in presenza con i commissari straordinari affinché potessero essere fornite spiegazioni relative "ad una evidente confusione di edifici definiti 'ex Moscati' da adibire e assegnare come unità abitative".

Resta in attesa di "doverosi chiarimenti pubblici da parte del Comune di Foggia", che sollecita ulteriormente. Sorvolando sul fatto che, nell'impeto, se la sia presa pure con i giornalisti che hanno riportato il contenuto di un atto pubblico, difende la sua scuola con le unghie e con i denti: "È un reale presidio culturale e formativo, quanto mai attivo sul territorio. La 'Moscati' esiste ed è perfettamente funzionante, ora più che mai, anche come unica scuola secondaria di primo grado nella regione a sperimentazione montessoriana".

In merito ai locali comunali dell'ex scuola materna Chiara Lubich di via Ugo La Malfa, la dirigente Antonella lo Surdo tiene a precisare che la dirigenza li ha richiesti più volte "per esigenze didattiche e laboratoriali di una scuola sempre più in crescita e impegnata", dal 2019 al 2021, senza alcun riscontro. "Si tratterebbe di locali che dovrebbero rimanere all’originaria destinazione d’uso senza 'essere sacrificati', con una evidente incompatibilità, per un’emergenza abitativa che merita, in alternativa a questa, una risoluzione definitiva e non temporanea a discapito di poli educativi e di formazione come le scuole".

Informa i commissari, peraltro, considerate anche le azioni di antimafia sociale contemplate nell'Accordo di Programma che presto dovrebbe andare alla firma, che la sua scuola "si muove già da tempo fattivamente, a prescindere dai programmi degli operatori di Stato, nella direzione della legalità, della formazione e del forte senso civico e che da tali programmi dovrebbe essere sostenuta e mai penalizzata come in questo momento".

Era intervenuto sul caso anche il consigliere regionale Giannicola De Leonardis che aveva bocciato l'operazione: "Non possono essere le scuole le soluzioni di problematiche che si trascinano da tempo".

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