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VIDEO | San Marco fa il funerale al Carnevale e brucia il fantoccio!

Martedì grasso si è rinnovata la tradizione carnevalesca di San Marco in Lamis, di accompagnare in una bara il fantoccio tra le vie del paese per poi bruciarlo in piazza

 

IL FUNERALE AL CARNEVALE E IL FANTOCCIO. Scrive Grazia Galante, profonda conoscitrice delle tradizioni popolari di San Marco in Lamis: "Dopo le feste di Carnevale, ritenute peccaminose e licenziose, il Mercoledì delle Ceneri iniziava (e inizia) il periodo della Quaresima. Allo scoccare della mezzanotte del martedì di Carnevale, dopo che si era ripetutamente sparato al fantoccio (ora si brucia) appeso al centro delle strade e dei vicoli che rappresentava il Carnevale, la campana grande della Collegiata annunziava l’inizio della Quaresima, cioè la fine del periodo del divertimento e l’inizio della penitenza  che durava fino al giorno di Pasqua.

Le donne sostituivano il fantoccio con la quarantana, una pupa di stoffa di circa 30 centimetri, vestita di nero e con il volto pitturato, poggiata su un’arancia o una patata, nella quale venivano infilate sette penne di gallina da togliere una ogni domenica. Si diceva infatti: "Passa la mozza e ppassa la sana, sètte summane la quarantana" (Passa la mozza (la parte della settimana che va dal Mercoledì delle Ceneri alla domenica successiva), passa la settimana intera, sette settimane (dura) la Quaresima)

Questo sistema serviva per misurare la durata della Quaresima che, essendo un periodo di penitenza, sembrava non finisse mai e durante la quale, in particolare il venerdì, tutti rispettavano l’astinenza non solo dalla carne e dal lardo come condimento, ma evitavano di tostare (asckà) il pane (che rappresenta il corpo di Cristo) e di abbandonarsi ai piaceri della carne".

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