Gerbaudo show, derby ancora rossonero. L’Audace cede e perde la testa (due espulsi)

Allo Zaccheria il Foggia ritrova il successo dopo una settimana ricca di polemiche, grazie al suo centrocampista, autore di due gol. Rossoneri avanti al quarto d’ora del primo tempo, a inizio ripresa il pari di Sansone. Al 12’ la rete capolavoro del centrocampista scuola Juve. Finale infuocato, con le espulsioni di Rodriguez e Longhi

Foto dal profilo Fb dell'Audace

Dopo una settimana carica di polemiche, proseguite anche nel corso della partita (con la contestazione di entrambe le curve a Felleca e Corda), il Foggia ritrova il successo in una delle gare più attese della stagione, il derby col Cerignola. L'Audace, che con il tecnico Feola non aveva mai perso, si arrende allo 'Zac' dopo una prestazione piuttosto deludente. Un buon Foggia, soprattutto dal punto di vista della grinta e del carattere, con un Gerbaudo assoluto protagonista: due gol e una infinità di giocate di alta qualità. La migliore maniera per ripartire, e per non perdere definitivamente le distanze dal Bitonto, ancora vittorioso. 

Disordini nel post gara e due feriti lievi

Per i puristi più integerrimi: non è stata una bella partita. D'altronde nel dna del Foggia non c'è mai stato il gene dello spettacolo. Ma per lo meno la squadra di Corda (squalificato e sostituito dal preparatore Carafa) ci ha messo cuore e voglia. Molto più del Cerignola, che pure aveva più di una motivazione per venire allo Zac e giocare al massimo, avendo forse l'ultima vera chance di restare agganciato alla speranza di insidiare il Bitonto. 

E invece l'esordiente Di Stasio (alla prima da titolare) non ha mai dovuto sudare freddo per opporsi al temibile quartetto offensivo ofantino guidato dal bomber Rodriguez, assistito dal trio di fantasisti Longo, Loiodice e Sansone. Meglio il Foggia, almeno nelle intenzioni: premiato pure per la scelta di osare con il tridente. Perché accanto a Tortori e a El Ouazni, c'è anche Russo. Un po' mezzala, un po' punta esterna. Corsa e sacrificio, oltre a qualche giocata. Non tanto arrosto, per carità, ma neppure il fumo al quale in molti si erano abituati. Alla fine, a sbloccare la gara è ancora un calcio piazzato. Corner corto, palla a Gerbaudo il cui sinistro sporco, ma insidioso, fa breccia nell'area avversaria bucando la porta difesa da un non irresistibile Cappa. La reazione del Cerignola si condensa tutta in un paio di conclusioni fuori dallo specchio. Un po' poco per una squadra con quel bendidio di rosa. 

Tuttavia, la sensazione che si ha col passare del tempo, è che l'attendismo dell'Audace sia quasi strategico. Non a caso, alla prima transizione ben orchestrata, i gialloblu fanno gol. Il telecomandato mancino di Sansone va a morire all'angolo alla destra di un incolpevole Di Stasio. Il Foggia risponde con Cipolletta che subentra a Russo. Un cambio conservativo solo in apparenza, perché così il Foggia irrobustisce la difesa e la mediana, dove è Gerbaudo a interpretare la parte del protagonista. Ed è ancora lui, con un meraviglioso sinistro a giro, a chiudere un batti e ribatti e a beffare Cappa. 2-1 e Cerignola che non reagisce più. È anzi il Foggia a sciupare in un paio di occasioni l'occasione di chiuderla definitivamente, con Campagna e Allegretti. Il finale lascia spazio al nervosismo, quello di Rodriguez che sfoga la frustrazione su Carboni, e di Longhi che protesta con troppa animosità. La maniera peggiore per congedarsi dalla lotta promozione. Il Foggia, invece, può ancora sperare, malgrado la contestazione e un Bitonto fin qui inarrestabile. 

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