Suicidio Foggia, sogna la salvezza poi il Verona rimonta: rossoneri in serie C

Succede di tutto al 'Bentegodi': rossoneri avanti all'8' della ripresa con Iemmello; al 21' il pari di Di Carmine. Rossoneri sprecano con Iemmello e Galano la rete della salvezza (grazie anche ai risultati delle dirette concorrenti), poi regalano un rigore che Di Carmine trasforma. La rimonta del Venezia a Carpi in pieno recupero condanna i satanelli alla retrocessione

La più atroce delle beffe, destini rovesciati, dalla gioia alla disperazione. Conta, però, il sentimento finale. Quello di chi è condannato alla serie C, quella prigione da cui il Foggia era riuscito a evadere dopo 19 anni di oblio, lì dove ripiomba al termine di un campionato assurdo. Assurdo come l’ultima partita del Bentegodi. Carica di emozioni e di rovesciamenti di fronte, che ha visto il Foggia andare avanti e – malgrado il pareggio di Di Carmine – sognare addirittura la salvezza diretta dopo il pareggio del Padova col Livorno, e i contestuali svantaggi di Salernitana e Venezia. La sfida di oggi è stata la fotografia di un’intera stagione carica di rimpianti, di occasioni sciupate, di “omaggi” degli avversari puntualmente non colti. Come oggi. Sarebbe bastato anche un pareggio anche con la clamorosa rimonta del Venezia, confidando nel Collegio di Garanzia.

Il commento di mister Gianluca Grassadonia

PRIMO TEMPO – L’esodo dei tifosi per supportare la squadra nell’ultima fatica della regular season. Il Foggia, per la prima volta, sa di non dipendere esclusivamente dagli altri. Conta quanto accadrà al ‘Bentegodi’. 4-3-3 contro 3-5-2. Le mosse dei due tecnici: Aglietti si affida al tridente Matos-Di Carmine-Laribi, con le chiavi del gioco in mano a Gustafson, fiancheggiato da Zaccagni e Henderson. Grassadonia ritrova Kragl e rispolvera Galano in appoggio a Iemmello. Gerbo c’è e si piazza sul fronte destro, che sarebbe il sinistro di Laribi, il giocatore più in palla del Verona. È lui a pescare Di Carmine al 28’ (bravo Leali a stoppare la conclusione del centravanti), e un minuto dopo a far tremare Leali con una splendida volée dal limite sugli sviluppi di un corner. Ed è sempre lui, al 34’ a costringere Leali al paratone. Il Foggia sembra più propenso alla gestione e al contenimento. Almeno per la prima parte di gara. Eppure al 17’ c’era voluto un grande (e fortunato) Silvestri per opporsi al sinistro di Kragl, sugli sviluppi di un’azione partita sulla destra. Si va al riposo sullo 0-0, mentre il Carpi conduce sul Venezia e il Livorno vince col Padova. Non benissimo, ma neppure male.

SECONDO TEMPO – La seconda frazione di gioco è l’emblema dei rimpianti. Perché il Verona sembra ancora dentro il limbo della mediocrità nel quale è piombato da diverse settimane. Mentre il Foggia è più in palla. Persino Galano appare più mobile, più nel vivo del gioco e non il trottolino sperduto e spaesato della prima parte di gara. E infatti all’8’ arriva il gol: Greco pesca bene Iemmello, che difende palla da Empereur, e gela Silvestri. E qui si inaugura la fiera dei rammarichi: non tanto per il gol di Di Carmine, che comunque beneficia dello spazio concessogli da Ranieri e Billong, quanto più per quello che accade tra il 23’ e il 24’. Galano e Iemmello riguarderanno a lungo le azioni sciupate malamente a un passo dalla linea di porta. Il potenziale 2-1 che, visti i risultati, avrebbe regalato al Foggia addirittura la salvezza diretta. Perché, intanto il Padova riacciuffa il Livorno, mentre la Salernitana non si sblocca. E andrà addirittura in svantaggio. Peccato che nell’area del Foggia si consumi il disastro: Billong gestisce una palla innocua con sufficienza, Martinelli affossa il neoentrato Colombatto. È rigore. Di Carmine ringrazia, il Verona passa da un’anonima posizione di metà classifica a un solido sesto posto. La barca rossonera traballa pericolosamente a ogni gol del Venezia. La doppietta di Zigoni in pieno recupero al “Cabassi” destruttura ogni certezza e scrive il capitolo più drammatico del libro rossonero di questa stagione. Dal sogno salvezza, si ripiomba al terzultimo posto. Ma stavolta non ci sono altre gare per recuperare, si può solo sperare nei tribunali. E non è il massimo.

Verona-Foggia 2-1

VERONA (4-3-3) Silvestri; Almici, Dawidowicz, Empereur, Vitale; Zaccagni, Gustafson, Henderson (33’st Colombatto); Matos (23’st Lee), Di Carmine, Laribi (39’st Bianchetti). A disposizione: Ferrari, Berardi, Marrone, Pazzini, Balkovec, Kumbulla, Tupta. All. Aglietti

FOGGIA (3-5-2) Leali; Martinelli, Billong, Ranieri (40’st Matarese); Gerbo, Busellato, Greco, Deli (39’st Cicerelli), Kragl; Galano, Iemmello (32’st Mazzeo). A disposizione: Noppert, Agnelli, Loiacono, Arena, Zambelli, Ngawa, Boldor, Matarese, Sonnini, Di Masi. All. Grassadonia

Arbitro: Ghersini di Genova

Marcatori: 8’st Iemmello (F), 21’st, 36’st rig. Di Carmine (V)

Ammoniti: Almici (V), Busellato (F), Gustafson (V), Iemmello (F), Matarese (F)

Espulsi: 38’st Almici (V) per doppia ammonizione

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