Sprechi e regali, il Venezia ringrazia. Il Foggia capitola al ‘Penzo’

Un rigore di Di Mariano al 34’ della ripresa, su fallo commesso da Iemmello, decide il match. Rossoneri padroni del campo per tutta la partita, ma non capitalizzano nessuna occasione

Marco Zambelli (Ph. R. D'Agostino)

La fiera degli sprechi e dei rimpianti. Il Foggia perde una partita che per gioco e occasioni prodotte avrebbe meritato ampiamente di vincere. Ma, malgrado la banalità del teorema, è difficile pretendere qualcosa se non si è capaci di bucare la porta avversaria. I rossoneri ci sono andati vicino almeno in sette occasioni. E laddove non ci è arrivato il pur bravo Vicario, ci ha pensato la squadra di Grassadonia a graziare la formazione di Cosmi. Che non vinceva da tre mesi, e si ridesta proprio con i rossoneri, la cui corsa salvezza gioco forza si complica. E intanto gli oltre mille tifosi rossoneri assiepati nel settore ospiti hanno lanciato un messaggio chiaro: “In serie C non ci vogliamo andar”. Vai a dar loro torto.  

PRIMO TEMPO – Tre ottime occasioni nei primi sette minuti. Che avrebbero potuto cambiare la partita, che un po’ di rammarico lo generano, specie se alla fine della prima frazione il punteggio è favorevole agli avversari. Sì, perché il Foggia del primo tempo al ‘Penzo’ lascia ben sperare per approccio, qualità del fraseggio, relativa facilità a far breccia nell’area di rigore avversaria. Merito di un atteggiamento consono alle richieste del tecnico Grassadonia e della pulizia nel fraseggio garantita dal ritrovato Greco. Il gioco rossonero si sviluppa su entrambi i binari, a destra con Zambelli che tiene basso Bruscagin e a sinistra con Kragl, che per una volta non deve fronteggiare avversari molesti, ma un Lombardi troppo offensivo per fare il quinto, almeno quando c’è da correre all’indietro. Il Foggia mette in difficoltà il Venezia con gli scambi stretti e i cambi di gioco piuttosto repentini. Sulle corsie si va a creare spesso la superiorità, grazie al prezioso contributo delle mezzali. Da destra nasce la prima azione di rilievo del match, con palla che in orizzontale porta Deli alla conclusione, con risposta super di Vicario. L’estremo difensore, sugli sviluppi del corner, rischia di vanificare la prodezza di qualche secondo prima, bucando l’uscita e spianando la strada a Mazzeo, che non inquadra la porta. Due minuti dopo è ancora Deli a trovare i tempi giusti per inserirsi, ma il colpo di testa, su perfetto invito verticale di Greco, non trova lo specchio. Il Venezia entra in campo con notevole ritardo, forse anche per un rallentamento fisiologico dei satanelli. Anche se la manovra dei lagunari è piuttosto frammentata, e va più per fiammate o errori degli avversari. Come quello di Iemmello, che sugli sviluppi di un calcio piazzato, con troppa leggerezza cerca di andare sul pallone, trovando però la coscia di Lombardi. L’esterno ex Lazio e Benevento caracolla a terra come colpito da una fucilata, ma regolamento alla mano il rigore c’è. E Di Mariano segna e ringrazia.

SECONDO TEMPO – Il tema tattico resta quello. Una squadra che gioca, attacca, preme, e l’altra che si chiude, rinuncia totalmente alla fase d’attacco, aspetta. A unire entrambe le squadre c’è la disperazione della classifica, e di condurre il risultato verso i propri binari, quello del pareggio per i satanelli, quello di una insperata vittoria per i lagunari. Non cambia il tema tattico e forse proprio in questo dettaglio risiedono le negligenze tattiche di mister Grassadonia. Che non osa quanto il risultato suggerirebbe: e quindi, quando Zambelli agita la bandiera bianca, a entrare non è un giocatore offensivo ma il sostanzioso Agnelli con slittamento di Gerbo a destra. E soprattutto lascia perplessi anche la decisione di mantenere i tre dietro, quando anche gli attaccanti del Venezia hanno ormai sposato la logica del difensivismo a oltranza. Chiaretti e Matarese, infatti, vanno a rilevare Deli e Gerbo, lasciando intatto lo schieramento. Magari non sarebbe cambiato nulla nell’intasare l’area di giocatori offensivi, ma l’urgenza del risultato quanto meno lo suggeriva. Anche perché di occasioni il Foggia ne produce, sin dai primi minuti: Zambelli, Iemmello, Kragl (su punizione) arrivano al tiro con estrema pericolosità. Così come Mazzeo alla mezz’ora, nel primo vero uno-due costruito e perfezionato con Iemmello, sul quale Vicario è ancora attento. Il portiere veneto resterà imbattuto fino alla fine, malgrado i tentativi finali, e un rigore reclamato dai rossoneri (che fa il paio con un altro invocato nella prima frazione) per un fallo di mano di Schiavone. Vince il Venezia, e ancora una volta il Foggia si ferma sul più bello.

Venezia-Foggia 1-0

VENEZIA (3-5-2) Vicario; Coppolaro, Modolo, Domizzi; Lombardi (40’st Mazan), Zennaro, Schiavone (32’st Besea), Pinato, Bruscagin; Bocalon (47‘st Vrioni), Di Mariano. A disposizione: Facchin, Lezzerini, Suciu, St Clair, Rossi, Cernuto, Zampano, Flora Piment, Soldati. All. Cosmi

FOGGIA (3-5-2) Leali; Martinelli, Billong, Ranieri; Zambelli (17’st Agnelli), Gerbo (38’st Matarese), Greco, Deli (32’st Chiaretti), Kragl; Mazzeo, Iemmello. A disposizione: Di Stasio, Noppert, Loiacono, Arena, Cicerelli, Galano, Boldor, Busellato. All. Grassadonia

Arbitro: Aureliano

Marcatori: 34’rig. Di Mariano (V)

Ammoniti: Zambelli (F), Pinato (V), Lombardi (V), Bezea (V), Martinelli (F)

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