Parlano i calciatori del Palermo: “Il Consiglio Direttivo ha calpestato i nostri diritti e del Foggia calcio”

Conferenza stampa di gruppo della squadra rosanero a due giorni dalla sentenza di primo grado del Tribunale Federale e dalla decisione del Consiglio Direttivo di annullare i playout e programmare i playoff

I calciatori del Palermo (Ph. palermocalcio.it)

“Come protagonisti principali quali siamo, non riusciamo a trovare alcuna giustificazione per il comportamento del Consiglio Direttivo della Lega B che, alla presenza di componenti in potenziale conflitto di interessi e senza un criterio oggettivo o una potestà normativa, decide di prendere una decisione che stravolge le regole a campionato ormai concluso”. I calciatori del Palermo prendono presentandosi in gruppo in una conferenza stampa a due giorni dalla sentenza di primo grado del Tribunale Federale Nazionale che ha condannato i rosanero alla serie C, e la successiva decisione del Consiglio Direttivo della Lega B di annullare i playout e programmare i playoff già al termine di questa settimana, senza attendere i successivi gradi di giudizio.

Ed è proprio in merito alla decisione del Consiglio Direttivo che i calciatori rosanero manifestano le più grandi perplessità considerando la delibera penalizzante per se stessi e per altre società, in primis il Foggia calcio. “Ci chiediamo su quali basi si è deciso di far disputare i play off, quando è stato emesso solo un primo grado di giudizio? E con che criterio i nostri colleghi del Foggia Calcio hanno perso il diritto a disputare i play out?

Rivendichiamo come calciatori del Palermo Calcio il diritto di poterci guadagnare sul campo la vittoria attendendo, quantomeno, la pronuncia della Corte d'Appello Federale.

A quel punto accetteremo il verdetto qualunque esso sia. Ma fino ad allora faremo sentire in ogni sede opportuna e possibile la nostra voce perché siamo stati depredati della nostra dignità. Ci hanno tolto il diritto di sudare per un traguardo.

Ci facciamo rappresentanti di una città ferita, di persone che hanno voglia di urlare che, in uno Stato di diritto, così non funziona, che non si possono calpestare i diritti con un colpo di penna deciso in potenziale conflitto di interessi. Continueremo la nostra lotta fino a quando ci sarà possibile accompagnati dall’AIC, con l’intenzione di far valere e tutelare i nostri diritti”.


 

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