Iemmello torna al gol, lo Zaccheria impazzisce di gioia: Spezia battuto, la corsa verso la salvezza prosegue

Con una rete del 'Re' al 39' della ripresa i satanelli superano la squadra dell'ex Pasquale Marino raggiungono il Venezia, prossimo avversario, e accorciano sul Livorno, travolto a Cittadella

La rete del riscatto, della redenzione, della gioia. Pietro Iemmello si (ri)sveglia nel momento più delicato della stagione e risolve il match contro lo Spezia, complicato e indirizzato verso un pareggio che sarebbe stato carico di rimpianti, viste le contestuali sconfitte di Venezia e Livorno. E invece il 'Re' ha lucidato la corona, ripristinato il proprio titolo nobiliare, castigando la sua ex squadra e tenendo in vita la squadra e le speranze salvezza. Troppo rinunciatario lo Spezia di Marino, destatosi solo negli ultimi venti minuti, che può recriminare per un gol annullato (sullo 0-0) e un rigore chiesto e non concesso dall'arbitro Pillitteri.

PRIMO TEMPO – Non c’è il sold out (c’è poco da discutere, esisterà sempre una fetta di tifosi per i quali è sempre il risultato lo stimolo maggiore per scollarsi dal divano), ma la cornice di pubblico è piuttosto discreta. Sufficiente per trascinare la squadra. Il Foggia ha bisogno di vincere, lo Spezia un po’ meno. E si vede. Il 4-3-3 proposto da Marino è offensivo più nello schieramento teorico che nelle intenzioni reali. Molto più 4-5-1 pronto ad aprirsi per sfruttare le eventuali ripartenze. Ma a parte qualche sporadico tentativo da parte di Da Cruz di emulare Cr7, c’è poco da registrare. Non che il Foggia faccia meglio, eh. Sarà la paura di vincere, che in qualche maniera ottenebra le idee e appesantisce i muscoli, sarà l’atteggiamento piuttosto attendista dei liguri, fatto sta che la squadra di Grassadonia è una pallida controfigura di quella apprezzata al ‘Rigamonti’. Ritmi bassi oltremodo, idee poche e peraltro prevedibili. Neppure l’ottimo Galano di Brescia si ripete. Il 18 trascorre un tempo intero alla ricerca di una posizione che non è mai quella giusta. Un po’ sottopunta, un po’ seconda punta, un po’ tutto e molto niente. Anche Mazzeo, per la verità, sembra fuori partita. Nervoso e in balia della fisicità di Ligi, anche se non è facile dare riferimenti in una squadra che si muove poco e fa muovere ancor meno velocemente il pallone. Alla fine le uniche cose apprezzabili nascono da Zambelli (e malgrado tutto, non coinvolto con la dovuta costanza) e, in particolare, Deli. Sue le idee migliori, sue le iniziative contenenti barlumi di pericolosità, come quando manda al manicomio Vignali per poi proporre un cross di sinistro sul quale Mazzeo arriva con i tempi sbagliati. Il resto è poca cosa, per la gioia di Leali e (soprattutto) di Lamanna, che dovrà attendere il finale del primo tempo per sporcarsi i guanti andando a schiaffeggiare una punizione di Kragl.

SECONDO TEMPO – Il match ci mette poco a cambiar volto. Merito del Foggia che finalmente alza i giri del motore e passa alle marce alte. Nei primissimi giri di lancetta i rossoneri arrivano almeno tre volte alla conclusione. Lamanna non insudicia neppure una delle proverbiali sette camicie (anche se sugli sviluppi di un corner Deli lo grazia calciando debolmente un rigore in movimento), ma per lo meno un po’ di moto è costretto a farlo. La maggiore intraprendenza dei padroni di casa finisce per rivitalizzare anche gli ospiti, che cominciano anche a beneficiare di qualche spazio in più per dar sfogo ai muscoli da velocista dei tre lì davanti. Tuttavia, nel tridente, è sempre e solo Da Cruz a far accelerare il ritmo della sua squadra e i battiti cardiaci dei tifosi rossoneri. Fortuna che i difensori rossoneri alzino un muro capace di reggere anche agli scossoni più veementi. E poi in porta c’è Leali, che para poco, ma tiene alta la concentrazione quando Maggiore trova spazio, modo e tempo per calciare ai 15 metri, aprendo la manona. Iemmello è la prima scelta di Grassadonia, che rinuncia a Galano, un po’ meno timido nel quarto d’ora scarso disputato nella seconda frazione, ma troppo poco cazzuto per far dimenticare il nebuloso primo tempo. Con una punta vera in campo ne beneficia anche Mazzeo, che può arretrare il raggio d’azione e prodursi nel più agevole (per le sue caratteristiche) ruolo di seconda punta. Proprio una sponda del 19 ispirerà il 9, il quale non troverà la porta, ma solo una conclusione carica di rimpianti. Il tiro giunge al 26’, circa sei minuti dopo l’ingresso di Busellato per un Agnelli arresosi alla dura legge dei crampi. Per Marino, invece, va bene così. Non a caso il primo innesto se lo tiene in cantiere fino al 32’ con Pierini per l’impalpabile Gyasi. Proprio l’ultimo segmento di gara è quello in cui si rovesciano i destini delle due squadre. Perché nell’ultimo quarto d’ora accade un po’ di tutto, dal gol annullato a Okereke per un offside assai dubbio, alla rete (regolare e convalidata) di Iemmello, che entra in porta insieme al pallone deliziosamente confezionatogli da Gerbo nell’unica vera giocata di qualità della mezzala rossonera. Sufficiente per decidere il match e far esplodere lo Zaccheria, trasformatosi presto nell’arena di Spartacus. Una bolgia che esplode a ogni offensiva degli ospiti fronteggiata con esiti positivi, e che rischia di venire letteralmente giù quando Iemmello per poco non bissa, al termine di una perfetta azione di contropiede rifinita tutta in orizzontale e tutta di prima. Per la verità, a esplodere sarà anche la panchina dello Spezia, quando un tiro di Da Cruz dal limite dell’area trova l’opposizione (non proprio legale) di Martinelli prima dell’intervento risolutore di Leali. Pillitteri lascia continuare e, al 95’, fischia la fine. I tre punti bussano alla porta e finalmente il Foggia li accoglie a braccia aperte.

Foggia-Spezia 1-0

FOGGIA (3-5-1-1) Leali; Martinelli, Billong, Ranieri; Zambelli (37’st Cicerelli), Gerbo, Agnelli (20’st Busellato), Deli, Kragl; Galano (11’st Iemmello); Mazzeo. A disposizione: Noppert, Loiacono, Arena, Ngawa, Chiaretti, Boldor, Matarese. All. Grassadonia

SPEZIA (4-3-3) Lamanna; Vignali, Capradossi, Ligi, Crivello; Bartolomei, Ricci (40’st Galabinov), Maggiore; Gyasi (31’st Pierini), Okereke, Da Cruz. A disposizione: Manfredini, Barone, Brero, Augello, dDe Francesco, Terzi, De Col, Figoli, Suleiman, D’Eramo. All. Marino

Arbitro: Pillitteri di Palermo

Marcatori: 39’st Iemmello (F)

Ammoniti: Zambelli (F), Ricci (S), Gyasi (S), Maggiore (S), Ligi (S), Ranieri (F)

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