Playout annullati, la furia di Sannella: "Decisione anticostituzionale presa da gente che fa male al calcio. Il progetto? Valuteremo se proseguire"

Le dichiarazioni del patron ai microfoni di Telefoggia: "Evidente il conflitto di interessi, visto che nel Consiglio c'erano Mezzaroma e Santopadre. Se hanno deciso così è perché già sanno che non ci verrà restituito nessun punto"

Fedele Sannella

Una decisione difficile da accettare, anche perché effettuata in spregio a ogni normativa esistente. Ieri il calcio italiano ha scritto un'altra pagina brutta delall sua storia, ed è difficile pensare il contrario. Così come è difficile immaginare che non ci saranno conseguenze. "Stiamo valutando e seguendo passo dopo passo quello che stanno facendo al Foggia, alla nostra città e alla nostra famiglia. A differenza di quello che avete pensato in tanti, non siamo spariti né siamo rimasti con le mani in mano. Non siamo diventati dei coglioni, abbiamo sempre lavorato e seguito il Foggia, mi sono fatto cinque mesi di carcere per colpa di un socio che ha fatto il comodo suo". Così ha esordito il patron del Foggia Fedele Sannella, intervenuto ai microfoni di Telefoggia. 

Sannella ha fatto fatica a nascondere la legittima ira per quanto deciso dal Consiglio Direttivo: "Non accettiamo quello che il consiglio ha fatto, anche perché tra i componenti c'erano il vicepresidente della Salernitana Mezzaroma, il presidente del Perugia Santopadre. Tutti interessati alla vicenda del Palermo e avvantaggiati da una sua retrocessione. Hanno deciso così senza neppure dare al Palermo la possibilità di difendersi, sulla scorta del parere di un avvocato che neppure sappiamo chi sia". 

A questo punto il patron non ha nascosto un certo pessimismo in merito all'udienza di venerdì in merito al ricorso del Foggia: "Se hanno preso questa decisione è perché sanno che non ci verrà restitutuito nessun punto. Eppure lo stesso Coni aveva dichiarato la penalizzazione sproporzionata. A questo punto la nostra speranza è una sola, riuscire a fare i playout". 

Non è mancato un excursus sulla stagione rossonera. "Abbiamo trascorso un periodo che non auguro a nessuno. Abbiamo fatto di tutto perché la squadra recuperasse subito gli otto punti di penalizzazione. L'estate scorsa i tifosi erano felici per la campagna acquisti, poi si è generata una situazione imprevedibile, ma il calcio è un discorso a sé. Abbiamo combattuto per uscire fuori dal tunnel, ma quando sembra che le cose si stiano sistemando viene fuori sempre l'imprevisto".

Conclusione sul futuro del Foggia e sul progetto sportivo: "Dobbiamo valutare e poi decideremo se proseguire. Sicuramente la decisione più semplice sarebbe stata quella di mollare a gennaio del 2018, invece abbiamo investito ancora. Sappiamo di essere innocenti, abbiamo combattuto e continueremo a combattere, perché questa è gente che fa male al calcio e allo sport; la situazione è lo specchio della nostra ex bella Italia. Ma faremo tutto quello che è in nostro possesso per difenderci contro una decisione anticostituzionale. Le regole sono state stabilite all'inizio, non si cambiano in corsa". 

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