Ricorso Foggia calcio, entro 30 giorni il responso del Tar Lazio. Ma la piazza chiede chiarezza sul futuro

Mentre la società continua la battaglia nelle aule dei tribunali, si avvicina la scadenza del 24 giugno, quando bisognerà completare l'iter per l'iscrizione al campionato. Su programmazione, progetto tecnico e societario, regna il totale silenzio

Si preannuncia un'estate torrida, non solo per le alte temperature degli ultimi giorni, ma soprattutto infinita. La conferma è arrivata dal Tribunale Amministrativo regionale del Lazio, chiamato a esprimersi sui ricorsi presentati da Foggia e Venezia. 

Secondo le ultime indiscrezioni, l'organo riunito in Camera di Consiglio per discutere della ormai famosissima delibera con la quale il Consiglio Direttivo della Lega B decise di annullare i playout (poi ripristinati in seguito alla sospensiva cautelare del Tar e al parere del Collegio di Garanzia, ndr), si sarebbe riservato di prendere una decisione entro 30 giorni. 

Chi pensava di conoscere il destino del Foggia e di porre la pietra tombale su una delle stagioni più travagliate degli ultimi anni, dovrà ancora attendere. Quali sono gli scenari? Come confermato dall'avvocato Luigi Fischetti (che insieme ad Antonio Catricalà ha difeso le ragioni dei rossoneri presso il Tar del Lazio, ndr) in una intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, la battaglia del Foggia al Tar proseguirà. La società rossonera punta alla permanenza in serie B, mediante una revisione del format e il ritorno alle 22 squadre, oppure un cospicuo risarcimento. Il sodalizio dauno continua a sostenere di essere stato penalizzato, sin dalla prima sentenza del Tribunale Federale sul Palermo, in seguito alla quale il Consiglio Direttivo della Lega B decise di applicare lo scorrimento della graduatoria solo per la parte alta della classifica, ammettendo il Perugia ai playoff e, nel contempo, bloccando i playout. Quel che è accaduto nelle successive settimane (la sospensiva cautelare del Tar, il parere del Collegio di Garanzia, la sentenza della Corte Federale d'Appello che ha convertito la retrocessione del Palermo in penalizzazione, e il ripristino dei playout) è storia nota.

Le motivazioni esplicitate sia dal Tar, quando accolse la richiesta di sospensiva cautelare, nonché quelle del Collegio di Garanzia, corroborano le istanze del Foggia, che per questo motivo proseguirà la battaglia. 

Tuttavia, c'è da ricordare un aspetto fondamentale. Il tempo scorre e si avvicina l'inizio di una nuova stagione. Il 24 giugno bisognerà completare l'iter per l'iscrizione al campionato (di serie C, allo stato attuale delle cose). Il Foggia avrebbe già preparato tutte le documentazioni (anche per una eventuale iscrizione al campionato di B), ma c'è una piazza che chiede chiarezza sul futuro. Il silenzio, interrotto qua e là dalle dichiarazioni del solo presidente Lucio Fares, non aiuta in tal senso. 

La società, infatti, dovrà ottemperare agli impegni di natura economica di fine stagione (detto in parole povere, le ultime mensilità ai tesserati), ma soprattutto iniziare a programmare la nuova stagione, al di là di quello che accadrà nelle aule dei tribunali. Così suggerirebbe la logica, questo sarebbe il modus operandi di una società con le idee chiare. Invece tutto tace, sul progetto tecnico (chi succederà a Grassadonia, che comunque ha ancora un anno di contratto? In caso di C si punterà a una pronta risalita?Che fine faranno Deli e Kragl?) e sul futuro societario. 

Da settimane si rincorrono voci su ingressi nuovi in società, abboccamenti, trattative in stato più o meno avanzato, gruppi imprenditoriali del nord, del sud, stranieri. Nulla che si sia avvicinato alla concretezza, a parte (forse) la voce che vorrebbe un gruppo vicino al diesse Luca Nember pronto a subentrare anche acquisendo il pacchetto di maggioranza. Tanti forse, troppe incognite. Nessuna certezza. 

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