La Salernitana si salva ai playout e Lotito attacca: "Basta dietrologie sul mio conto. Assurdo il provvedimento del Tar"

Le parole del patron, al termine della sfida vinta dai campani ai rigori contro il Venezia: "Dopo la retrocessione del Palermo non c'era bisogno di disputare i playout, poi si sono inventati un parere"

Alla fine la sua Salernitana è riuscita a prevalere sul campo, superando ai rigori il Venezia, e garantendosi la permanenza in serie B. L'esito dei playout, però, ha posto la parola fine sulla stagione 2018/19 solo in teoria. Tra polemiche, parole al vetriolo e pronunciamenti nelle aule dei tribunali (domani il Tar discuterà il ricorso di Foggia e Venezia) la sensazione è che non sia tutto finito ieri al 'Penzo'.

Alle parole del tecnico dei lagunari Serse Cosmi di estremo sdegno ("Ho il vomito. Sputo in faccia al primo che mi rimprovera questa retrocessione; qualcuno mi deve spiegare perché sono stati giocati questi playout"), hanno fatto seguito quelle del patron della Salernitana Claudio Lotito. Un monologo di oltre un quarto d'ora, il suo, in cui ha prima difeso il suo operato da presidente della formazione campana, per poi affrontare la questione playout. E non è mancato un passaggio sul Foggia calcio.

"Il problema è che in questo Paese quando Lotito fa qualcosa, si inizia a parlare di interessi. Ma la Salernitana si è salvata sul campo ai playout che tutti volevano si giocassero. Se il Palermo non fosse retrocesso avremmo comunque dovuto giocare noi i playout con il Venezia". 

Lotito fa poi riferimento all'articolo 33-47 del codice di Giustizia Sportiva, che impedisce alle società di far valere i propri interessi laddove si verifichi un illecito amministrativo e non sportivo. E difende la scelta del Consiglio Direttivo di non far disputare inizialmente i playout: "Quando il Palermo è stato retrocesso la Lega B ha preso atto di tutto e la vicenda è stata chiusa con tre retrocessioni più il Palermo, rendendo inutili i playout. 

Ma a quel punto si sono inventati un parere (il riferimento è alla Figc e al parere chiesto al Collegio di Garanzia del Coni), il Foggia ha fatto ricorso al Tar, chiedendo poi di giocare i playout contro di noi, nonostante i tanti sconti ricevuti e aver tentato ancora di recuperare punti al Collegio di Garanzia. Quello del Tar è stato un provvedimento assurdo, perché il Tribunale è intervenuto quando la sentenza sportiva non era ancora definitiva. 

Tale provvedimento doveva esssere discusso il 28 maggio, ma è stato posticipato tutto all'11 giugno perché è intervenuto anche il Comune di Foggia che non c'entrava niente".

Proprio in relazione alla sentenza di domani, il patron di Lazio e Salernitana ha aggiunto: "La Salernitana può fare ricorso solo dopo il collegio dell'11 giugno. Esiste un gentlemen agreement tra presidenti per il quale non è possibile fare ricorso al Consiglio di Stato sui provvedimenti monicratici. Il Tar ha autonomamente deciso il ripristino dei playout contemporaneamente all'uscita del parere del Collegio di Garanzia, malgrado lo statuto della Figc prevedesse che fosse la Corte Federale l'organo preposto".

Lotito si è difeso anche dalle contestazioni dei veneziani: "Basta con la storia di Lotito che decide e condiziona in base ai rapporti. Piuttosto, spiegatemi perché società senza requisiti di carattere economico ancora partecipino ai campionati. Dove stavano le persone preposte ai controlli e che ruolo hanno avuto le persone che dovevano agire affinché tutto ciò accadesse? Di me possono dire quello che vogliono, ma io mi devo preoccupare di quello che faccio non di quello che non faccio. Oggi alla salernitana non si può imputare nulla. Ha vinto sul campo, con cuore, merito e determinazione. Ha vinto in 10 ai rigori, tutti hanno visto la partita. Finiamola con le dietrologie, le strumentalizzazioni. Io non sono stato aiutato, semmai bistrattato".

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