La dura legge di Iemmello e dello Zac. Cosenza battuto, vetta più vicina

Una doppietta del bomber rossonero regala i tre punti alla squadra di De Zerbi, che accorcia il divario dalla capolista Casertana, sconfitta ieri ad Andria. I satanelli sono ora soli al secondo posto a -2 dal primo posto

Segna Iemmello, la squadra esulta (ph. Roberto D'Agostino)

Il 2015 allo Zaccheria si conclude nella maniera più dolce che si potesse desiderare. Il Foggia compie il suo dovere, quello di imporre la dura legge dello Zac, anche al Cosenza, autore fino a oggi di un ottimo campionato. La risolve Iemmello, catanzarese doc, che già lo scorso anno ne aveva fatti tre alla squadra rivale della sua città di nascita. Una vittoria sofferta in alcuni suoi segmenti, nella prima mezz'ora del primo tempo, quando i rossoneri hanno faticato a scardinare il muro di 9 uomini eretto da Roselli, e nella ripresa, quando gli ospiti hanno alzato il baricentro, e costruendo in più di un'occasione i presupposti per riaprirla. Anche il Foggia, per la verità avrebbe potuto chiuderla in almeno tre situazioni, il che rende assolutamente meritata la vittoria per i satanelli, ora più vicini alla vetta.

PRIMO TEMPO - La sfida con il Cosenza è di quelle importanti, la cui delicatezza è ingigantita dai risultati delle avversarie del Foggia. Con la Casertana sconfitta ad Andria, e il Lecce bloccato in casa della Paganese, vincere diventa un dogma, un imperativo di quelli inappuntabili. Sarà per questo forse che la formazione di De Zerbi a inizio partita sembra avere un po' il freno a mano tirato. Certo, la contemporanea assenza di quello che a inizio stagione era accreditato come il centrocampo titolare (Agnelli, Quinto, Gerbo), e l'atteggiamento iperpassivo del Cosenza, non sono d'aiuto. Ci si aspettava una formazione con il baricentro sì basso, ma aggressiva e pronta a sfruttare le ripartenze. Invece Roselli dispone il suo 4-5-1 con i reparti raccolti in 30 metri scarsi, e la mediana quasi incollata al quartetto arretrato. Per i ragazzi di De Zerbi, fare gioco in queste condizioni è un problema, specie se poi ti manca fosforo lì dove risiederebbero le fonti di gioco, e si tende a fraseggiare a metà campo confidando nell'apertura di un pertugio. Assenti Gerbo e Agnelli, e con un Coletti che si dedica esclusivamente all'interdizione e ai tocchi più elementari, è Gigliotti il vero regista della squadra. La prima sorpresa di De Zerbi si chiama Sicurella, che si piazza al posto di Agnelli decretando una nuova bocciatura per Agostinone, da tutti favorito per la sostituzione di uno dei due centrocampisti squalificati. Dall'altra parte c'è Riverola, a volte timido, a volte propenso agli inserimenti senza palla. L'altra sorpresa si chiama Floriano, rilanciato dal primo minuto nel tridente offensivo. Ma il ritorno dell'attacco titolare non sortisce grossi effetti, perché per molti minuti mancano i movimenti senza palla dei centrocampisti e delle punte, ma soprattutto si insiste con il prolungato possesso palla per le vie centrali, ignorando spesso le discese di Di Chiara e Angelo. Non è un caso se le prime due azioni degne di nota si originano sulla corsia destra, nelle uniche due situazioni in cui viene premiato l'inserimento del brasiliano. Nello stesso settore dove ha la genesi il gol di Iemmello che comunque arriva in maniera piuttosto casuale, visto che il tiro di Sarno dal limite, viene sporcato diventando un assist invitante per Iemmello. Il bomber catanzarese, che non segnava dalla gara con il Messina, conferma il suo feeling con la difesa del Cosenza, concedendosi il bis al 40', su una perfetta ripartenza attivata da Sicurella e perfezionata da Sarno. L'unica situazione in cui il Cosenza si è proposto, perché anche dopo il gol, la squadra di Roselli ha continuato ad adottare la vocazione difensiva.  

SECONDO TEMPO - Difendere sullo 0-2 non ha molto senso. Roselli lo capisce e il Cosenza alza baricentro e ritmo. Nei primi minuti Narciso si sporca per la prima volta i guanti, chiamato in causa su un paio di cross dalla destra. De Zerbi, che attua la staffetta Floriano-Maza, ha però modo per recriminare, viste le tre occasioni tra il 19' e il 22' con le quali Sicurella (palleggio in area, sinistro respinto in angolo da Perina), Iemmello (destro deviato sul fondo) e Riverola (destro dal limite sul palo). Gli ospiti spingono con convinzione sulla propria corsia destra, dove hanno individuato fianco debole dei rossoneri sul quale sviluppare le proprie azioni. Corsi e Statella affondano con frequenza mettendo in seria difficoltà Di Chiara. Gli innesti successivi di Fiordilino e Vutov, alzano il tasso tecnico dei calabresi, oltre al livello di pericolosità negli ultimi 20 metri. 
Anche perché, alcuni rossoneri vanno in debito di ossigeno. Non a caso De Zerbi inserisce Agostinone al posto di uno stremato Sarno, per rinfoltire la mediana, chiudendo poi con il 5-3-2 con l'inserimento di De Giosa, quando Roselli si gioca il doppio centravanti con La Mantia. Ma al netto di qualche uscita di pugni, un paio di prese plastiche, Narciso compie un grande paratone sulla bordata di Vutov al 38'. Il Foggia invece potrebbe gestire meglio alcune transizioni offensive, se solo la stanchezza non limitasse la lucidità nell'ultimo passaggio. Ma tant'è. Il Foggia compie il suo dovere, ed è quello che conta. La vetta è di nuovo lì. 

Tabellino 

Foggia (4-3-3) Narciso; Angelo, Loiacono, Gigliotti, Di Chiara; Sicurella (39'st De Giosa), Coletti, Riverola; Sarno (31'st Agostinone), Iemmello, Floriano (7'st Sainz Maza). A disposizione: Micale, Sansone, Lodesani, Viola, Bollino, Tarolli. All. De Zerbi

Cosenza (4-5-1) Perina; Corsi, Tedeschi, Pinna, Ciancio; Statella, Criaco (34'st La Mantia), Arrigoni, Caccetta (21'st Fiordilino), Raimondi (21'st Vutov); Arrighini. A disposizione: Saracco, Soprano, Guerriera, Blondett. All. Roselli 

Arbitro: Piccinini di Forlì

Marcatori: 30'pt, 40'pt Iemmello (F)  

Ammoniti: Caccetta (C), Di Chiara (F), Criaco (C), Riverola (F), Di Chiara (F) 

Note: Angoli 9-4; recupero: 0'pt, 3'st 

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