Il Foggia rovina la festa al Frosinone, Floriano zittisce lo ‘Stirpe’: in A ci va il Parma

Finisce 2-2 l’ultima gara della regular season. Rossoneri avanti con Mazzeo al 36’ del primo tempo, nella ripresa la rimonta ciociara con Paganini e l’autorete di Rubin. Quando sembra tutto fatto per la promozione, la rete di Floriano gela lo stadio

Fabio Mazzeo (Ph. R. D'Agostino)

La più atroce delle beffe, la disperazione che diventa contestualmente gioia per gli avversari. Mentre allo 'Stirpe' il Frosinone per il secondo anno di fila fallisce l'appuntamento con la promozione diretta pur chiudendo al secondo posto, c'è chi allo stadio di La Spezia festeggia. E' il Parma, che in virtù del vantaggio negli scontri diretti, aggancia i ciociari e festeggia la promozione in Serie A. In tutto ciò, un ruolo attivo lo ha avuto il Foggia di Stroppa, che in terra ciociara se l'è andata a giocare, pur non avendo più nulla da chiedere alla sua stagione. I satanelli sono prima andati in vantaggio, costringendo la squadra di Longo a una complicata rimonta, per poi gelare lo stadio interamente colorato di gialloblu a pochi minuti dalla fine con un meraviglioso gol di Floriano. Un epilogo lieto per la squadra di Stroppa, che chiude bene la propria stagione. Lo stesso non si può dire per la formazione di Longo, attesa ora a un'altra sfiancante serie di partite per provare ad agganciare quella promozione che ancora una volta le è sfuggita sul più bello.

PRIMO TEMPO – Partiamo da un dato evidente: è partita vera. Il Foggia, per cultura, mentalità e voglia di infliggere uno smacco al sindaco ciociaro, non è molto propenso ad assumere le sembianze dello sparring partner. E se la gioca. Con il solito fraseggio veloce, le incursioni di Deli, e le percussioni sugli esterni di Gerbo e Rubin. In avanti c’è Beretta ad assistere un Mazzeo che nel ruolo di punta di appoggio sciorina tutte le sue qualità migliori. Il Frosinone, pure, gioca, seppur più a sprazzi. Certo, se alla squadra di Longo Sacchi di Macerata concedesse almeno uno dei due rigori apparsi abbastanza evidenti, si potrebbe parlare di un’altra partita. Ciò, però, non pone alcun limite alla bontà della prestazione dei rossoneri, che trovano il gol proprio grazie all’inserimento degli esterni. Rubin viene pescato alla grande da Agnelli, vince un rimpallo e calcia a rete, Vigorito si oppone, ma nulla può sul facile tap in di Mazzeo, alla 19esima realizzazione in campionato. Bene i rossoneri, tra i quali spicca anche un Noppert piuttosto attento e provvidenziale su una velenosissima punizione di Ciano, sospinta dalle manone del giovane estremo difensore olandese. E così, a fine primo tempo, è avanti il Foggia, mentre il Frosinone si trova addirittura in quarta posizione, complice il vantaggio contestuale di Parma e Palermo.

SECONDO TEMPO – Matarese è la prima scelta di Longo. Gli cede il posto Krajnc: si torna alla difesa a tre con quattro giocatori molto offensivi. Il giovane esterno è piuttosto ispirato sulla sinistra, ecco perché il Frosinone tende a sviluppare il gioco su quel versante. Il Foggia, però, tiene. E in contropiede può far male. Ma Mazzeo non arriva con i tempi giusti a raccogliere l’assist di Floriano, subentrato a Beretta. Ed è un errore che i rossoneri pagano. Perché il Frosinone non costruisce azioni clamorose, ma conquista tanti corner. Ed è un tiro dalla bandierina a generare la prima rete di Paganini; idem il secondo, anche se ci pensa Rubin, con una ciabattata maldestra a infilare il pallone nella propria porta. Due gol in cinque minuti, e il Frosinone che passa dalla disperazione alla gioia. Stroppa getta nella mischia anche Kragl e Scaglia, mentre Longo predica calma e si affida ai chili di Kone richiamando Citro. Il desiderio di equilibrio non trova riscontri, e quando il Foggia trova gli spazi giusti, è dura per gli avversari: e così ai satanelli basta una palla protetta e girata a Deli in modo magistrale da Mazzeo, e la veloce verticalizzazione per Floriano, il quale fa il resto con un delizioso lob, che dà l’inizio al dramma ciociaro. Le manone di Noppert, che dice no ancora una volta a Ciano, mettono la parola fine sul match. Mentre al ‘Picco’ i ducali festeggiano la terza promozione di fila, la squadra di Longo si dispera per la seconda promozione sfuggita all’ultimo respiro, e sempre nella stessa modalità. Anche il più grande degli sceneggiatori avrebbe fatto fatica a costruire una storia così.

Frosinone-Foggia 2-2

FROSINONE (4-3-1-2) Vigorito; Ciofani, Terranova, Krajnc (7’st Matarese), Brighenti; Gori (19’st Sammarco), Chibsah, Paganini; Ciano; Citro (33’st Kone), Dionisi. A disposizione: Bardi, Crivello, Russo, Besea, Frara, Maiello, Soddimo, Beghetto, Volpe. All. Longo

FOGGIA (3-5-2) Noppert; Calabresi, Camporese, Martinelli; Gerbo, Agnelli (33’st Scaglia), Agazzi, Deli, Rubin (33’st Kragl); Mazzeo, Beretta (18’st Floriano). A disposizione: Tarolli, Sprecacè, Figliomeni, Tonucci, Loiacono, Nicastro, Celli, Ramè. All. Stroppa

Arbitro: Sacchi di Macerata

Marcatori: 36’st Mazzeo (FG), 23’st Paganini (FR), 28’st Rubin (FR), 44’st Floriano (FG)

Ammoniti: Martinelli (FG), Agazzi (FG), Calabresi (FG)

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