Iemmello non basta, il Foggia stenta ancora, col Venezia quinto pari consecutivo. E la Sud contesta Grassadonia

Nel posticipo della 14esima giornata di serie B i rossoneri non vanno oltre l’1-1 con il Venezia di Zenga. Il ‘Re’ la sblocca al 18’ del primo tempo su rigore, poi sfiora il raddoppio colpendo un palo. In chiusura di tempo il pari di Vrioni. Nella ripresa palo degli ospiti. Squadra e tecnico contestati

Da una parte c’è la Sud che al consueto invito a palesare gli attributi, per la prima volta intona un coro per l’allenatore, e non è un canto d’amore. Curioso che proprio un anno fa, sempre con il Venezia in casa, la Sud destinò lo stesso trattamento a Stroppa. Dall’altra c’è la Nord che si rifiuta di salutare la squadra. Basta e avanza per descrivere il sentimento generale che alberga nell’ambiente. 
Il Foggia stenta ancora, pareggiando contro un Venezia tutt’altro che intraprendente, eppure rischiando di perderla nella ripresa. Non è bastato il ritorno al gol di Iemmello (trascinatore per tutto il match), né l’impiego contestuale del tridente pesante con Mazzeo e Galano. La squadra ha ancora una volta lamentato problemi nello sviluppo della manovra, perdendo presto le misure, e mostrandosi incapace di cambiare ritmo e volto al match nella ripresa, dove alla fine è addirittura il Venezia a poter recriminare per il palo di Vrioni e un paio di occasioni ghiotte giunte negli ultimi assalti. 

Il Monday night regala ai tifosi per la prima volta l’atteso trio, Galano-Iemmello-Mazzeo. Grassadonia, tanto per non farsi mancare nulla, piazza a centrocampo anche Deli. Logica, pertanto, la scelta di affidarsi a un centrale difensivo a copertura dell’out di destra in difesa. E quindi Martinelli nell’insolita posizione di terzino con il rientrante Camporese e Ranieri centrali, e Rubin sul versante opposto in luogo di Kragl neppure convocato. Insomma, il tecnico rossonero fa subito all in nel tentativo di sbloccarla subito e mettere il match in discesa. Zenga, dal canto suo, non ha l’obbligo di vincerla, neppure quello di andare all’arrembaggio. Anzi, il fu ‘Uomo ragno’ subodorando uno schieramento spregiudicato dei rossoneri, infarcisce la mediana con Pinato e Segre, che si alternano nel ruolo di esterno del tridente completato da Vrioni e Di Mariano, quest’ultimo tra le note liete della prima frazione. Il Foggia c’è, a volte un po’ compassato, altre confusionario quando si intensifica il traffico centralmente sulla trequarti con Deli, Mazzeo e Galano, ma la produzione offensiva è tutt’altro che malvagia. Persino Martinelli, in barba alle caratteristiche non proprio da terzino di spinta, si propone in appoggio alla manovra, che si sviluppa su entrambe le corsie. Perché a sinistra mancherà la spinta propulsiva di Kragl, ma in compenso c’è un Rubin che assomiglia molto al motorino che arava la fascia due anni fa in Lega Pro. E poi c’è il ‘Re’. Che si va a prendere un rigore e pretende di calciarlo. E lo segna. Due anni e mezzo dopo l’ultima volta, anche allora su rigore, contro il Pisa. Il Venezia attende, affidandosi quasi sempre alle percussioni di Di Mariano, ispirato oltremodo, anche se dotato di scarsa assistenza. A premiare la squadra di Zenga, oltre i propri meriti, sono gli episodi, perché mentre Iemmello centra il palo al 42’ al termine di una meravigliosa azione da bomber consumato, a otto secondi dal termine del primo e unico minuto di recupero, il Venezia trova il modo di far breccia sulla sinistra con Suciu, che confeziona a Vrioni la prima e unica palla del primo tempo. Basta una deviazione sporca per uccellare Bizzarri e mandare le squadre negli spogliatoi sull’1-1.

SECONDO TEMPO – Subito una novità tra i rossoneri. Fuori Deli, presente-assente nella prima frazione, dentro Cicerelli. Resta il 4-3-1-2, ma a cambiare è l’atteggiamento del Foggia. Che si sgonfia progressivamente, a fronte di un Venezia guardingo ma consapevole di avere le carte in regola per piazzare addirittura il colpaccio. I rossoneri perdono presto le misure, le corrette distanze tra i reparti, oltre alla convinzione necessaria per riportare il match lungo i binari giusti. Ci si affida alle estemporanee iniziative di Cicerelli, che dalla distanza qualche grattacapo lo crea, e di Gerbo, che mette in difficoltà Vicario, prima che la difesa salvi sul tap in di Iemmello. Ma sono lampi. Il Foggia sparisce lentamente, mentre il Venezia sale in cattedra. Zenga piazza i cambi giusti con Marsura e Schiavone, per Segre e Pinato. E cominciano a fioccare le occasioni: il palo, dopo aver fatto i capricci con Iemmello, si ripete su Vrioni, negando al 32 veneto la gioia della doppietta. Poi è Suciu al 23’ a spedire a lato di testa da posizione favorevolissima, ben imbeccato da Bentivoglio. L’episodio induce Grassadonia a togliere Galano per inserire Busellato, nel tentativo di tamponare l’emorragia di palloni persi a centrocampo, e arginare i buchi di un reparto in cui Carraro è fuori partita e Gerbo a corto di energie. Serve poi Bizzarri per chiudere su Bruscagin e Domizzi nei minuti finali, e far diventare il pareggio addirittura un punto guadagnato per i rossoneri. Lo stadio non la pensa così, vai a dargli torto.

FOGGIA (4-3-1-2) Bizzarri; Martinelli, Camporese, Ranieri, Rubin; Gerbo, Carraro, Deli (1’st CicerellI); Galano (26’st Busellato); Mazzeo (39’st Gori), Iemmello. A disposizione: Noppert, Sarri, Loiacono, Cavallini, Boldor, Arena, Ramè. All. Grassadonia

VENEZIA (4-3-1-2) Vicario; Zampano, Modolo, Domizzi, Bruscagin; Suciu, Bentivoglio, Segre (18’st Marsura); Pinato (31’st Schiavone); Vrioni (36’st Litteri), Di Mariano. A disposizione: Facchin, Lezzerini, Andelkovic, Coppolaro, Fabiano, St. Clair, Cernuto, Garofalo. All. Zenga

Arbitro: Volpi di Arezzo 1

Marcatori: 18’pt rig. Iemmello (F), 46’pt Vrioni (F)  

Ammoniti: Zampano (V), Bentivoglio (V), Carraro (F), Mazzeo (F), Modolo (V)     

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