Foggia-Spal 0-2 | esonerato Stringara, torna Bonacina

I satanelli perdono in casa contro la Spal e mettono a rischio la propria posizione in classifica. La zona playout dista soltanto cinque punti. Rossoneri mai pericolosi e contestati dal pubblico dello Zaccheria

Paolo Stringara

Sette, come le virtù e i peccati capitali, sette come le meraviglie del mondo, sette come i re di Roma, sette come le sconfitte casalinghe del Foggia. Ci perdonerete l'ardore manifestato in questo accostamento forse inopportuno, ma attingere alle vaste branche della cultura e della storia, è forse l'unica maniera per addolcire l'indolcibile, per commentare con minor amarezza l'ennesima ecatombe rossonera dinanzi al proprio pubblico, l'ultima con Stringara in panchina. Perché mentre vi scriviamo la società comunica il suo esonero, al suo posto torna Valter Bonacina.

LA PARTITA - Le scelte tattiche di Stringara sono la perfetta istantanea di questi sette mesi alla guida della compagine rossonera. Un percorso fatto di continui cambiamenti, di uomini e di disposizioni tattiche, che hanno generato più confusione e prestazioni grigie, che imprese memorabili. Nella gara di oggi, spazio ad un improvvisato 4-2-3-1, nonostante la totale mancanza di esterni, con il dirottamento di De Leidi nel ruolo di terzino destro, e Velardi impiegato ancora come esterno alto. Lanteri è la punta, Pompilio va a sinistra, Venitucci è il trequartista. Un modulo che in fase offensiva dovrebbe tramutarsi in un 3-4-3 con l'avanzamento di Frigerio sulla linea dei centrocampisti. Dovrebbe, perché in campo a regnare è soltanto la confusione e la completa anarchia tattica. Meglio la Spal, che pure non fa grandi cose, alla quale basta un'ordinata disposizione in campo per avere meglio sui padroni di casa. Un 4-4-1-1 molto abbottonato, con Agnelli a fare da elastico tra centrocampo e il bomber Arma, peraltro in giornata no. Il centrocampista prodotto del vivaio rossonero spaventa già dopo trenta secondi con una percussione centrale conclusa con un tiro centrale e innocuo per Botticella.

Caos rossonero - Il Foggia è un campionario di errori, accentuati anche dalle tante assenze soprattutto sugli esterni. Velardi a destra è adattato, e nonostante l'apprezzabile spirito di sacrificio, per caratteristiche naturali, tende ad accentrarsi. Dall'altra parte Frigerio, nomen omen, resta congelato sulla linea difensiva, senza mai presentarsi nella trequarti avversaria, e sbandando su ogni pallone che capiti nella sua zona, dove agisce Cosner, buon giocatore sì, ma non di certo Daniel Alves. Eppure su quel versante la Spal intensifica le proprie avanzate, grazie anche all'ausilio del terzino Ghiringhelli e di Agnelli, che spesso caracolla da quelle parti. In avanti i rossoneri sono poca cosa, Lanteri non è adatto al gioco di sponda, Pompilio manda in campo la sua controfigura. Nel festival della mediocrità il solo Venitucci cerca di dar la scossa alla partita con un sinistro di poco a lato al 16'. Sarà il primo ed unico sussulto del pessimo primo tempo dei rossoneri. La Spal è padrona del campo, senza spendere grosse energie, e già va vicina al gol con Arma al 19' (colpo di testa di poco fuori).

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Cambio in corsa - La scarsa confidenza di Velardi con la fascia, porta Stringara a cambiare subito e ad osare di più: spazio quindi a Defrel, fuori proprio Velardi, comunque tra i meno inguardabili. Il cambio non sortisce alcun effetto, se non quello di spezzare ulteriormente il Foggia in due tronconi, con i quattro attaccanti da una parte, e il quartetto difensivo più Wagner e Meduri dall'altra. La Spal continua a spingere sempre sulla fascia sinistra rossonera, dalla quale giungono i  maggiori pericoli, e da un'ottima combinazione Cosner-Agnelli, nasce l'azione del gol, nella quale la dea Eupalla di Breriana memoria, aiuta Fortunato, altro nomen omen, la cui conclusione trova la provvidenziale deviazione  che spiazza Botticella. Il gol manda il Foggia in coma irreversibile, il trapasso è certificato dal gol del raddoppio, con il capitano Zamboni, che inzucca solo soletto a due passi da Botticella, su cross ancora di Agnelli.

Nessuna reazione - Il cambio logico ma tardivo di Reali per Frigerio è la seconda disperata carta che si gioca Stringara, la terza sarà Ferreira per l'inconsistente Pompilio. Cambierà poco, eccezion fatta per qualche tentativo di cross, anche perché i rossoneri continuano a giocare a caso. Ad onor del vero, due occasioni per dimezzare lo svantaggio il Foggia le costruisce anche, ma in entrambe le situazioni è bravo il quasi trentottenne Capecchi, prima in uscita sulla volee di piatto di Lanzoni sotto porta al 19', poi in tuffo sulla staffilata di Venitucci al 22'. Fuochi di paglia, perché alla Spal basta molto poco per custodire i tre punti coltivati nella prima frazione. La ciliegina avariata sull'indigesta torta la depone Defrel con il pugno a Pambianchi che gli costa il rosso e una lunga squalifica. L'ultimo episodio di una deprimente partita, conclusasi con il tecnico che indica ai propri calciatori di recarsi sotto le due curve a scusarsi con l'inviperito pubblico, e a beccarsi gli inevitabili improperi. L'ultima disposizione prima di lasciare il posto a chi lo aveva preceduto.

I tabellini

Foggia (4-2-3-1) Botticella; De Leidi, Lanzoni, Gigliotti, Frigerio (1'st Reali); Wagner, Meduri; Velardi (25'pt Defrel), Venitucci, Pompilio (19'st Ferreira); Lanteri. A disposizione: Leo, Lacerenza, Cortesi, Marinaro. Allenatore Stringara

Spal (4-4-1-1) Capecchi; Ghiringhelli, Zamboni (11'st Beduschi), Pambianchi, G. Rossi; Cosner (41'st Canzian), Bedin, Castiglia, Fortunato (28'st Taraschi); Agnelli; Arma. A disposizione Costantino, A. Vecchi, Migliorini, Piras. Allenatore S. Vecchi

Arbitro: Sig. Brasi di Seregno

Marcatori: 39'pt Fortunato, 44'pt Zamboni

Ammoniti: De Leidi (F), Lanzoni (F), Gigliotti (F), Agnelli (S), Fortunato (S), Canzian (S)

Espulsi: Al 42' del secondo tempo Defrel (F) per gioco violento

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